Pianificazione ospedaliera: “Privati siano associati”
Cliniche e ospedali privati esigono di essere associati alla pianificazione ospedaliera intercantonale. Questa deve "tenere conto della qualità, dell'efficienza economica e dell'accessibilità delle strutture, senza distinzioni tra pubblico e privato".
(Keystone-ATS) Il proprietario di un ospedale non è un criterio di qualità. I benvenuti piani attualmente sul tavolo per l’organizzazione sovraregionale dei nosocomi si trasformano “in rischio se i Cantoni favoriscono sistematicamente i propri ospedali”, indica in un comunicato odierno Benjamin Mühlemann, presidente dell’associazione delle aziende sanitarie private della Svizzera (ospita) nonché consigliere agli Stati (PLR) ed ex capo del Dipartimento della sanità del Canton Glarona.
Ospita sostiene l’approccio intercantonale, ma chiede condizioni di autentica parità in quello che designa come sistema sanitario “duale”, dove nosocomi privati e pubblici operano in modo coerente. A livello nazionale, ricorda l’associazione di categoria nella nota, i membri di ospita si prendono carico di oltre un quarto dei giorni di degenza ospedaliera, gestiscono il 27% dei reparti di pronto soccorso e rappresentano il 23% delle strutture nel settore della medicina altamente specializzata.
Oltre a criteri “trasparenti e competitivi” per l’assegnazione dei mandati di prestazione, ospita chiede che i fornitori pubblici e privati “siano coinvolti tempestivamente e sistematicamente” nelle discussioni sulla pianificazione ospedaliera.
Pianificazione voluta da Cantoni e Camere federali
In dicembre, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità ha annunciato che i Cantoni intendono coordinare meglio la pianificazione ospedaliera in futuro. L’obiettivo è rafforzare la concentrazione delle prestazioni ospedaliere specialistiche. A tal fine, ha elaborato un piano in tre fasi.
In primo luogo, verranno analizzati offerta e bisogni attuali e si procederà a una previsione dei bisogni futuri. Successivamente, entro il 2029, i Cantoni stabiliranno congiuntamente quali trattamenti e interventi ospedalieri rientrano nell’assistenza di base e quali in quella specialistica. Sulla base di questa ripartizione, a partire dal 2029 saranno definiti criteri uniformi per l’assegnazione dei mandati di prestazione agli ospedali.
Lo scorso anno il parlamento federale ha inoltre deciso che in futuro la Confederazione dovrà poter intervenire in via sussidiaria nella pianificazione ospedaliera qualora ritenga insufficiente il coordinamento tra i Cantoni.
Economicità delle prestazioni
Per difendere la propria posizione, ospita fa valere anche argomenti economici. Le aziende sanitarie private finanziano infrastrutture, promuovono l’innovazione e acquistano tecnologie mediche altamente specializzate con le proprie forze, senza copertura dei deficit, senza garanzie statali e senza sovvenzioni, scrive.
“Una pianificazione ospedaliera intercantonale che favorisce strutturalmente gli ospedali di proprietà cantonale vanificherebbe questo contributo e metterebbe a repentaglio la libertà di scelta dei pazienti, il contenimento dei costi e la capacità di innovazione”. Se cliniche e ospedali privati venissero “esclusi” dalla pianificazione, i rischi legati agli investimenti ricadrebbero inevitabilmente sui contribuenti, avverte l’associazione.