Corsa al Governo: il Ticino ci riprova con un PPD
I vertici del Partito popolare democratico ticinese hanno deciso di sottoporre al partito nazionale la candidatura del consigliere di Stato Luigi Pedrazzini per la successione di Pascal Couchepin in Governo federale.
Dopo l’esclusione del ticinese Fulvio Pelli dalla rosa dei candidati del Partito liberale radicale (PLR) – che scende in campo con il senatore neocastellano Didier Burkhalter e il deputato ginevrino Christian Lüscher – dalla Svizzera italiana spunta un altro candidato al Consiglio federale, il democristiano Luigi Pedrazzini. Nel corso di una conferenza telefonica, i vertici cantonali del Partito popolare democratico hanno infatti deciso domenica di proporre al partito nazionale il nome del consigliere di Stato, che il giorno prima aveva annunciato la sua disponibilità.
Dal 1999 alla testa del Dipartimento di giustizia, il 56enne locarnese «dispone delle competenze e dell’esperienza politica necessarie per essere eletto in governo», ha dichiarato alla RSI il presidente della sezione cantonale Marco Romano. Con questa candidatura, il PPD intende soprattutto lanciare un dibattito sulla presenza della Svizzera italiana in Governo, ha spiegato lo stesso Pedrazzini al Corriere del Ticino. «Il Ticino non può solo fare la voce grossa».
Venerdì, il PPD svizzero ha deciso di presentare un solo candidato al Consiglio federale, che sarà scelto l’8 settembre, con l’obiettivo di riconquistare il secondo seggio perso nel 2003. Oltre a Pedrazzini, a disposizione si sono dichiarati finora due friburghesi: il senatore Urs Schwaller, contestato da alcuni perché di madrelingua tedesca, e il consigliere nazionale Dominique de Buman, vicepresidente del partito. Altri aspiranti al seggio di Couchepin possono però proporsi fino al 31 agosto. Il parlamento eleggerà un nuovo membro del governo il 16 settembre, durante la sessione d’autunno.
swissinfo.ch e agenzie
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