Darbellay non si candida alla successione di Couchepin
Il presidente del Partito popolare democratico ha dichiarato per la prima volta in modo esplicito di non volere candidarsi per succedere in governo al dimissionario Pascal Couchepin.
In un’intervista pubblicata sabato da Le Matin, Christophe Darbellay afferma che il consigliere agli Stati Urs Schwaller rappresenta la migliore carta per il suo partito per conquistare un secondo seggio in governo a scapito del Partito liberale radicale (PLR).
Il presidente del Partito popolare democratico ritiene che le possibilità di Schwaller siano buone, anche perché ci si dirige sempre più verso un faccia a faccia tra Fulvio Pelli e lo stesso Schwaller. “In questo caso, anche dei liberali radicali potrebbero aver voglia di votare il nostro candidato”, osserva Darbellay.
Il consigliere agli Stati friburghese potrebbe ottenere dei voti anche dall’Unione democratica di centro, in particolare tra gli esponenti del mondo contadino, poiché “Schwaller difende meglio l’agricoltura rispetto a Fulvio Pelli”.
Il presidente del Partito socialista Christian Levrat sottolinea dal canto suo in interviste pubblicate da Le Temps e dalla Basler Zeitung che sia il PLR che il PPD possono pretendere al seggio lasciato vacante dal liberale radicale Pascal Couchepin. In un caso o nell’altro “questa elezione non sarà decisiva per il futuro della concordanza o l’orientamento politico del governo”.
Levrat rifiuta inoltre di partecipare alla guerra delle lingue lanciata dal suo omologo del PLR Fulvio Pelli contro Urs Schwaller (vedi articoli correlati). “Non vedo come un avvocato ticinese che ha studiato a Zurigo sia più rappresentativo della Svizzera romanda che un politico bilingue eletto da un cantone la cui popolazione è per il 70% francofona”.
swissinfo.ch e agenzie
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