
Il Consiglio federale sostiene la Convenzione delle Alpi

Il governo chiede la ratifica dei protocolli della Convenzione delle Alpi, malgrado la resistenza da destra. Lugano è candidata a sede del Segretariato permanente.
Si arriva dunque alla fase di ratifica per la Convenzione delle Alpi. Il Consiglio federale ha preso posizione a favore, mentre rimangono dei dubbi negli ambienti economici. Sono soprattutto i partiti «borghesi» a osteggiare il progetto.
La destra, radicali e UDC in testa, si oppone in particolare al protocollo dei «trasporti», perché teme che comprometta la possibilità di un raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo.
In generale, questi ambienti rimproverano al testo una difesa eccessiva degli interessi ecologici a scapito di quelli economici. Un’interpretazione respinta dal governo che sottolinea invece che i protocolli «rientrano nel quadro del vigente diritto nazionale e la relativa esecuzione non richiede dunque alcuna modifica legislativa».
Moritz Leuenberger è comunque ottimista: in una conferenza stampa a Berna, il capo del Dipartimento federale dell’ambiente si è detto convinto che la ragione consentirà di eliminare qualsiasi amalgama. La politica elvetica non ha mai avuto come obiettivo principale la libera scelta del mezzo di trasporto, bensì lo sviluppo sostenibile, ha puntualizzato il presidente della Confederazione. Inoltre i protocolli sono stati avallati da tutti i Cantoni, a parte uno.
A suo avviso, la Convenzione delle Alpi sostiene la politica condotta dalla Svizzera, rafforzandola a livello europeo. Lo stesso vale per il protocollo relativo ai trasporti che preconizza il trasferimento del trasporto merci dalla strada ai binari, ha osservato Leuenberger.
Nel messaggio trasmesso oggi alle Camere, il governo sottolinea che la Convenzione «rappresenta un importante e indispensabile strumento per attuare una politica globale e uno sviluppo sostenibile nelle regioni di montagna». Ricorda poi l’importanza, dai profili economico ed ecologico, dell’arco alpino per la popolazione che vi risiede, nonché per le regioni e i Paesi limitrofi. Non solo è «una preziosa riserva d’acqua», ma costituisce «una zona ricreativa per più di 100 milioni di persone» e «una piattaforma economica per 14 milioni di persone».
«L’evoluzione della società e la crescente pressione sull’ambiente minacciano tuttavia l’equilibrio economico ed ecologico dell’arco alpino», prosegue il Consiglio federale. Perciò è indispensabile una cooperazione dei Paesi interessati per adottare congiuntamente i provvedimenti che consentano «uno sviluppo nel rispetto delle risorse».
Nel messaggio si ricorda che nel 1999 il parlamento ha ratificato la Convenzione quadro della Convenzione delle Alpi, alla quale hanno aderito tutti gli otto Paesi alpini – oltre alla Svizzera, Germania, Austria, Liechtenstein, Italia, Slovenia, Francia e Principato di Monaco – nonché l’Unione europea. Ora occorre procedere coerentemente e ratificare i relativi Protocolli di attuazione tematici.
Lugano preferita a Davos, Lucerna e Sion
Parallelamente il Consiglio federale oggi ha designato Lugano quale candidata svizzera per l’ottenere la sede del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi. In corsa per la candidatura elvetica c’erano anche Davos, Lucerna e Sion. Ma il governo ritiene che la località ticinese abbia maggiori probabilità di successo nella competizione internazionale. In lizza ci sono già Bolzano (I), Innsbruck (A) e Grenoble (F).
Il Consiglio federale rileva che, «grazie alla sua posizione geografica centrale e al multilinguismo, la Svizzera si presenta come candidata ideale per la sede del Segretariato». L’elaborazione del dossier di candidatura è stata affidata al Dipartimento federale degli affari esteri, che lo preparerà in collaborazione con le autorità ticinesi e luganesi. Esso sarà sottoposto al Comitato permanente della Convenzione delle Alpi entro il 28 febbraio prossimo.
swissinfo e agenzie

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