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Respinta l’iniziativa contro l’esportazione di armi

Anche il Consiglio degli Stati, dopo la Camera del popolo, ha respinto per 23 voti a 3 l'iniziativa popolare volta a vietare le esportazioni di materiale bellico lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE).

Come il governo e il Consiglio nazionale, la maggioranza dei “senatori” giudica che la legislazione attuale sia sufficiente e soddisfi precisi criteri etici. Secondo la Camera alta, un divieto totale segnerebbe la fine all’industria bellica elvetica, la quale dipende fortemente dalle esportazioni. A farne le spese sarebbero le maestranze e la capacità dell’esercito di assicurare la difesa del paese.

Solo l’ecologista vodese Luc Recordon ha difeso il divieto di esportazione. A suo avviso, il ruolo “naturale” della Svizzera è quello di promuovere il disarmo, piuttosto che il suo contrario. Per il senatore dei Verdi, questo settore industriale offre guadagni a breve termine, ma le esportazioni di materiale bellico danneggiano l’immagine della Svizzera all’estero. Recordon ha menzionato l’esempio degli aerei d’istruzione Pilatus venduti in diversi paesi e poi trasformati in velivoli da combattimento.

A far pendere decisamente l’ago della bilancia dalla parte dei contrari sono state le preoccupazioni legate alle ricadute economiche di un simile divieto. A nome della commissione, il rappresentante del Partito liberale radicale Hans Altherr ha avvertito che un divieto rischierebbe di far perdere almeno 5 mila impieghi, se non addirittura 15 mila tenendo conto delle imprese civili che forniscono certe componenti.

I costi di riconversione e sociali ammonterebbero a 500 milioni di franchi, ha aggiunto Altherr. L’iniziativa prevede infatti che tali aggravi siano a carico delle casse pubbliche per dieci anni. Anche la ministra dell’economia Doris Leuthard ha reso attenti sulle conseguenza a livello di impiego dell’iniziativa. Certe regioni verrebbero toccate profondamente, senza possibilità di riprendersi, nemmeno con aiuti statali.

swissinfo.ch e agenzie

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