La voce del neoeletto nella stampa domenicale
La stampa domenicale ha dato ampio spazio alla nomina del nuovo presidente del Partito liberale radicale. Ampie interviste illustrano le posizioni dell'eletto.
Fulvio Pelli si presenta come il politico di centro-destra che vuole ridare slancio al suo partito e all’economia svizzera.
Per ridare unità al Partito liberale radicale svizzero (PLR), il neoeletto presidente Fulvio Pelli punta sulla collaborazione con il PPD e l’UDC. A quest’ultima pone però la condizione di trasformarsi da partito populista di protesta in una forza costruttiva. Il suo obiettivo è di creare una coalizione di centro-destra in materia economica, dichiara in interviste pubblicate oggi dai domenicali svizzeri tedeschi.
Con i socialisti intravede un terreno d’intesa sulle politiche europea e sociale. Ma in campo economico e finanziario le posizioni del PS e dei Verdi sono «troppo a sinistra» per avviare una cooperazione proficua, spiega il consigliere nazionale ticinese alla «SonntagsZeitung».
Concordanza a destra
Il polo di centro-destra è di chiaro dominio liberale-radicale, indica Pelli alla «NZZ am Sonntag». Il suo partito non si batte però contro il PPD per avere la supremazia. Il ticinese semplicemente non crede che i popolari democratici siano in grado di creare un terzo polo nel paesaggio politico nazionale. È invece convinto che per realizzare delle riforme economiche occorra una cooperazione fra PLR, PPD e UDC.
Sul fronte della politica finanziaria tuttavia l’UDC formula in continuazione nuove richieste populiste, come ad esempio le diverse proposte di risparmi che non portano nulla, osserva Pelli in un’intervista al «SonntagsBlick». Simili idee non ottengono la maggioranza in parlamento, anche perché la sinistra non apporta alcun aiuto in questo settore. Quando si tratta di risparmiare il PS non sembra presente, lamenta il neopresidente del PLR.
Ripensare lo Stato
Il consigliere nazionale ticinese ambisce a mettere in atto misure per «snellire» lo Stato. Nel suo mirino vi sono strutture che definisce «superate», come le riserve di guerra, la Lex Friedrich e la promozione della costruzione di alloggi.
Il compito primordiale che Pelli si dà come presidente del PLR è di mettere in chiaro una serie di argomenti in seno al partito. Egli ritiene indispensabile che alcuni progetti abbiano un forte appoggio dei delegati. Fra questi, nell’intervista alla «SonntagsZeitung», cita proposte alternative alla tassa sul CO2 e al sostegno alle famiglie.
Riconquista degli elettori
Sull’erosione di consensi registrata dal PLR nelle ultime elezioni federali, Pelli riconosce che è dovuta anche a qualche errore strategico del partito. In particolare rileva una mancanza di capacità innovativa: «Abbiamo protetto molto ma creato poco», dice al «SonntagsBlick».
Per ora comunque vuol dar tempo alla sua «squadra» di mettersi al lavoro. Egli s’interroga in proposito se si lavori in modo giusto e sufficiente. Non tutti i politici si rallegrano quando c’è molto da fare, ma essere membro di una direzione di partito significa proprio doversi rimboccare le maniche, rileva Pelli.
swissinfo e agenzie
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