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Più di 100’000 firme contro i nuovi caccia

Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ha concluso martedì la raccolta di firme per la sua iniziativa popolare denominata "Contro nuovi aviogetti da combattimento".

In undici mesi, il GSsE ha raccolto 126’000 firme (affinché un’iniziativa popolare riesca ne occorrono 100’000 valide), che devono ancora essere verificate.

Il testo dell’iniziativa, che dovrebbe essere consegnata a metà giugno alla cancelleria federale a Berna, chiede una moratoria di dieci anni, fino al 31 dicembre 2019, per qualsiasi nuova acquisizione di aerei da combattimento. Il GSsE vuole impedire la sostituzione voluta dal governo degli F-5 Tiger, che devono essere ritirati dal servizio tra il 2013 e il 2015.

Secondo il GSsE, il testo mostra già i suoi effetti: inizialmente l’esercito dell’aria intendeva sostituire 33 velivoli da combattimento. Nel frattempo ha ridotto il suo stanziamento finanziario a 2,2 miliardi di franchi, somma che corrisponde a circa 20 apparecchi.

A fine marzo, il governo ha inoltre stabilito di rimandare la decisione per l’acquisto di sei mesi. Secondo il GSsE, il rinvio è senza dubbio da attribuire all’opposizione dimostrata nei confronti dei nuovi caccia. Nel 1993, l’iniziativa del GSsE contro l’acquisto degli F/A-18 era stata bocciata alle urne dal 57,1% dei votanti.

swissinfo e agenzie

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