Popolari democratici e Radicali sempre più vicini
Uno studio rivela che molto poco separa due dei maggiori partiti elvetici nelle loro scelte di voto in parlamento.
L’anno scorso i membri del Partito polare democratico (PPD) e di quello Radicale liberale (PLR) hanno votato nello stesso modo nel 92% dei casi.
Il tradizionale studio su come votano i membri del Consiglio nazionale permette di scattare una fotografia “psicologica” della Camera bassa, situando dove si situano esattamente, da destra a sinistra, i parlamentari svizzeri.
L’immagine che ne risulta è un compattamento del centro-destra. I due partiti che lo incarnano, PPD e PLR non sono mai stati tanto omogenei da quando è stato introdotto il voto nominale, nel 1995.
Nella precedente legislatura i due partiti avevano votato nello stesso modo nell’82% dei casi. Questa proporzione è ora passata al 92%. Troppo alta per essere solo frutto del caso. Non siamo ancora alla sovrapposizione completa, ma una fusione tra le due forze politiche sembra ineluttabile.
Effetto UDC?
Intervistato dal quotidiano romando Le Temps, il liberale Jacques-Simon Eggly (il politico più “mediano”), vede il risultato dello studio come una conseguenza dello spostamento a destra della Camera del popolo, provocata dall’afflusso massiccio di deputati della destra più dura, l’UDC (Unione Democratica di Centro).
Eggly ricorda che sono sempre esistite due destre, quella liberale e quella nazionalista: “Su Schengen/Dublino, o sulla politica estera di Micheline Calmy-Rey, mi sento spesso più vicino alle posizioni socialiste che a quelle dell’UDC”.
Più “disciplinati” a destra e a sinistra
Interessante notare quanto siano più o meno disciplinati nel seguire le linee guida del proprio partito i capigruppo.
Il ticinese Fulvio Pelli (PLR) si situa con + 1 all’ala sinistra del suo stesso gruppo. Ma se si confronta il suo comportamento di voto con quello degli altri “latini” del suo gruppo, allora rientra nella media.
Il PPD Jean-Michel Cina è in linea quasi esattamente con la media del suo partito, mentre tra i socialisti la presidente Hildegard Fässler è un po’ più a destra dei suoi colleghi.
L’UDC, e i partiti di sinistra, danno di sé un’immagine di unità: Gli “sgarri” nell’UDC vengono principalmente dai “dissidenti”, come Brigitta Gadient e Ulrich Siegrist.
Röstigraben e donne
Dallo studio emerge che in generale gli svizzero-francesi e le donne votano più sinistra degli svizzero-tedeschi e degli uomini.
44 donne su 50 difendono una politica che si situa a sinistra della linea mediana di demarcazione. La sangallese Jasmine Hutter (UDC), tuttavia, risulta molto a destra, con un valore di + 8.
Il «popista» (comunista) vodese Josef Zysiadis è il consigliere nazionale che vota più a sinistra, mentre all’altra estremità c’è Peter Föhn (UDC/SZ).
Filippo Leutenegger, che è stato uno dei moderatori più popolari della principale rete televisiva svizzero-tedesca, si situa all’estrema destra del suo partito, il PLR.
swissinfo e agenzie
Il Consiglio nazionale, la Camera del popolo, è composto da 200 membri.
Conta un rappresentante ogni 36mila abitanti.
Viene rinnovato ogni 4 anni.
Lo studio, pubblicato sui quotidiani «Le Temps» e «Neue Zürcher Zeitung», è stato condotto da Michaël Hermann, dell’Istituto geografico dell’università di Zurigo e da Bruno Jeitzinger, professore all’ateneo di Friburgo.
Preso in considerazione il voto dei consiglieri nazionali, secondo una scala destra-sinistra che va da – 10 a + 10, passando al setaccio le 277 votazioni nominali che si sono avute durante l’anno.
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