Svizzeri all’estero, gli Stati aprono a una revisione della legge
Il Consiglio degli Stati vuole verificare se la Legge sugli svizzeri all’estero sia ancora adeguata ai tempi. Lunedì ha approvato un postulato in tal senso. Una decisione che apre opportunità, soprattutto per l’Organizzazione degli Svizzeri all’Estero (OSE), ma presenta anche dei rischi.
All’origine del postulatoCollegamento esterno vi è il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga, da anni membro del comitato direttivo dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE). Il socialista ginevrino chiede che si stili un bilancio della Legge federale concernente persone e istituzioni svizzere all’esteroCollegamento esterno (LSEst), entrata in vigore dieci anni fa. Sommaruga ha richiamato l’attenzione sull’aumento della comunità elvetica all’estero, che oggi conta 830’000 persone.
Uno dei suoi principali obiettivi sembra essere un miglior ancoraggio giuridico della stessa OSE. In particolare, chiede di valutare le “il rapporto di collaborazione” tra l’OSE e la Confederazione. L’organizzazione riceve fondi federali, tra cui contributi per la pubblicazione della rivista Schweizer Revue.
Questo sussidio – pari a circa 400’000 franchi all’anno – è messo in discussione nell’ambito del pacchetto di risparmio 2027. Inoltre, da tempo è oggetto di dibattito, anche tra Confederazione e OSE, la questione se la Schweizer Revue debba continuare a essere inviata in formato cartaceo.
In tale contesto, il postulato rappresenta una sorta di linea difensiva: attraverso la LSEst è possibile definire compiti e responsabilità dell’OSE e, in un secondo momento, farne derivare un finanziamento federale più stabile. “Non bisogna dimenticare che l’OSE fornisce, nel quadro di una convenzione sulle prestazioni, servizi importanti di consulenza e informazione”, ha dichiarato Sommaruga.
Nuove possibilità consolari
Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis si è dichiarato aperto alla proposta in Parlamento. Il Consiglio federale la sostiene. Il rapporto richiesto “analizzerà la collaborazione tra il mio Dipartimento e l’OSE”, ha affermato Cassis, definendo l’organizzazione un “partner privilegiato nel lavoro a favore della nostra comunità all’estero” e “principale destinatario del sostegno finanziario della Confederazione nell’ambito di questa legge”.
Cassis ha inoltre sottolineato i possibili vantaggi per la Confederazione derivanti da una legge aggiornata: sono infatti previste innovazioni in ambito consolare. L’offerta di servizi dovrebbe essere ampliata in modo mirato e, attraverso la cooperazione con partner privati o internazionali, si intendono sfruttare sinergie. “Gli strumenti digitali, l’automazione e le nuove forme di comunicazione aprono nuove possibilità nella pratica consolare, per rendere i servizi più efficienti e vicini ai cittadini”, ha spiegato il ministro
Punto critico: la responsabilità individuale
Nella fase di elaborazione concreta rischia però di delinearsi uno scoglio: la responsabilità individuale. Essa costituisce infatti un pilastro dell’attuale legge e rappresenta una linea guida ormai consolidata per la Confederazione. Ad oggi, la norma stabilisce che chi sceglie di trasferirsi all’estero lo fa sotto la propria responsabilità e non può appellarsi alla Svizzera per ogni emergenza
Sommaruga vuole rimettere in discussione proprio questo principio. Occorre verificare “se tale presupposto sia ancora compatibile con l’instabilità globale attuale”, ha affermato il consigliere agli Stati, menzionando le crisi sanitarie mondiali, le crisi sociali nei Paesi di residenza degli svizzeri all’estero, attentati terroristici e guerre.
La Confederazione, dal canto suo, sembra determinata a conservare il principio della responsabilità individuale — anche solo per ragioni legate alle proprie capacità operativa.
Articolo a cura di Pauline Turuban
Traduzione con il supporto dell’IA/mar
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