Accordo con Parigi sulla doppia imposizione
Svizzera e Francia hanno firmato giovedì a Berna un trattato di doppia imposizione riveduto secondo gli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).
Il trattato con Parigi è stato sottoscritto dal presidente della Confederazione e ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz e dalla ministra dell’economia francese Christine Lagarde. Secondo le parti, l’intesa in questione consentirà lo scambio d’informazioni unicamente in presenza di una frode documentata.
Si tratta della terza ratifica, dopo quelle relative agli accordi conclusi con Danimarca e Lussemburgo. Trattati analoghi sono stati parafati – ma non ancora firmati – con Stati Uniti, Norvegia, Messico, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Finlandia e Qatar.
Il 13 marzo scorso, cedendo alla pressione internazionale, il governo svizzero ha deciso di adeguarsi agli standard dell’Ocse, annullando di fatto la distinzione tra evasione e frode fiscale nei riguardi dell’estero.
È stato così avviato un processo di rinegoziazione delle convenzioni bilaterali sulla doppia imposizione (CDI, attualmente oltre una settantina), per includervi l’assistenza amministrativa in materia fiscale conformemente all’articolo 26 del modello pubblicato dall’Ocse, relativo allo scambio di informazioni fiscali.
Per non figurare più sulla cosiddetta “lista grigia”, allestita dal segretariato dell’Ocse su mandato dei paesi del G-20, devono essere firmate almeno dodici CDI secondo i criteri dell’organizzazione con sede a Parigi.
Il prossimo 8 settembre saranno avviate formalmente trattative anche con la Germania, uno dei paesi più critici verso la Svizzera riguardo al segreto bancario.
swissinfo.ch e agenzie
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