Aereo svizzero tornato da Libia senza ostaggi
Il Falcon con la delegazione elvetica inviata in Libia per rimpatriare i due cittadini elvetici trattenuti nel paese nordafricano è rientrato nella Confederazione senza i due uomini d'affari. Costoro si trovano ancora a Tripoli.
Il velivolo della Swiss Air Force è rientrato alla base nella notte da giovedì a venerdì perché “deve essere utilizzato per altri scopi”, ha affermato in un primo momento il Dipartimento federale delle finanze (DFF). In seguito è stato comunicato che la Libia vuole che i due svizzeri lascino il paese in qualità di “uomini d’affari”, e non come ostaggi.
I due hanno ricevuto martedì sera il passaporto e un visto d’uscita. Perché possano lasciare il territorio libico occorre però ancora il via libera delle autorità giudiziarie.
Stando alla televisione svizzerotedesca SF, il jet – che si trovava da martedì all’aeroporto militare di Tripoli – è atterrato all’aerodromo militare di Dübendorf, nel canton Zurigo, alle 00:23.
Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha precisato che a bordo si trovavano i bagagli dei due svizzeri. Stando ad una promessa scritta del primo ministro libico Al Baghdadi A. El- Mahmudi, i due espatriati ritenuti in Libia da un anno potranno lasciare Tripoli “entro fine mese”.
Sempre venerdì, il presidente della Confederazione ha nominato il segretario di Stato Michael Ambühl quale rappresentante del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), il quale lo ha incaricato di allacciare immediatamente i contatti con la parte libica.
swissinfo.ch e agenzie
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