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Aleppo sotto le bombe Il bambino siriano suscita forti reazioni in Svizzera



Il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter si è espresso dopo che l'immagine di un bambino siriano ha fatto il giro del mondo.

Il ministro degli affari esteri Didier Burkhalter si è espresso dopo che l'immagine di un bambino siriano ha fatto il giro del mondo.

(Reuters)

L’immagine di un bambino di cinque anni estratto dalle macerie dopo i bombardamenti su Aleppo, sporco di sangue e con lo sguardo impietrito, ha suscitato forti reazioni in Svizzera. Anche quella del ministro degli affari esteri.

«Vorrei prendere per mano questo bambino e dargli speranza», scrive sull’edizione odierna del quotidiano Blick il ministro svizzero degli affari esteri Didier Burkhalter. Riferendosi alle giovani vittime delle guerre, il ministro sottolinea che «bisogna dire loro che un mondo di pace è possibile, che ci impegniamo in favore di questo mondo e che abbiamo bisogno di loro per costruire tale mondo».

Il bambino di cinque anni estratto dalle mecerie di un edificio di Aleppo.

(AFP)

L’immagine del piccolo siriano ricoperto di polvere e con il viso insanguinato, diventata l’ultimo simbolo della guerra in Siria, ha suscitato indignazione in tutto il mondo. Sopravvissuto a un bombardamento, il bambino è stato assistito in ospedale. È poi stato dimesso e ha potuto ritrovare la sua famiglia.

«Per questo bambino, l’infanzia è volata via. Non nel battito d’ali naturale della vita, ma nella polvere accecante delle bombe», scrive Didier Burkhalter.

«Ad Aleppo nessun bambino è al sicuro», ha dal canto suo commentato Peter Maurer, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa. «Non possiamo accettarlo».

Peter Maurer si è appellato alla comunità internazionale affinché «faccia il possibile per mettere fine alle uccisioni e alla violenza. Alle parti in conflitto ha chiesto il rispetto del diritto bellico. «Ogni giorno assistiamo a un aumento delle vittime negli ospedali», osserva. «E ogni giorno sempre più bambini muoiono a causa della violenza che non conosce confini».

Oltre 250'000 persone sono morte nella guerra civile che da cinque anni sta martoriando la Siria, secondo le stime delle Nazioni UniteLink esterno. Tra le vittime ci sono molti bambini. L’UNICEF indica che circa 120'000 bambini sono tagliati fuori dagli aiuti umanitari nella sola regione di Aleppo.

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swissinfo.ch e agenzie

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