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Effettivi dell’esercito vanno ridotti di un terzo

Il ministro della difesa Ueli Maurer vuole sfoltire in modo drastico i ranghi dell'esercito e si dice pronto a rafforzare le missioni umanitarie delle forze armate all'estero.

“Tra 10-12 anni avremo ancora 80’000 attivi e 40’000 riservisti”, afferma il consigliere federale in un’intervista pubblicata domenica dal settimanale SonntagsZeitung, sottolineando che “una guerra con carri armati e blindati in Europa è assai improbabile”.

Attualmente le forze armate contano 120’000 militi, 80’000 riservisti e 20’000 reclute. Maurer intende tuttavia avviare il processo di ridimensionamento dell’esercito di milizia solo tra cinque-sei anni. In particolare, il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) prevede di ridurre gli effettivi nel settore delle armi pesanti (artiglieria e carri).

Ueli Maurer si dice anche pronto a consentire uno sviluppo degli impegni umanitari dell’esercito svizzero all’estero, una posizione da lui sempre osteggiata quando si trovava alla testa del suo partito. L’Unione democratica di centro si oppone infatti fermamente all’invio di soldati elvetici all’estero.

Per il ministro della difesa, la Svizzera dovrebbe soprattutto offrire specialisti sanitari, truppe di salvataggio o esperti in armi nucleari e chimiche.

L’impegno di militi elvetici nelle regioni calde può essere autorizzato solo in seguito ad un’attenta analisi, da compiere caso per caso. Maurer intende ottenere a questo proposito una decisione formale del Consiglio federale: nel corso del 2010 il governo dovrebbe elaborare linee direttive chiare sulle missioni all’estero, ha aggiunto il ministro.

Maurer annuncia infine che mercoledì sottoporrà al Consiglio federale un progetto di legge per consentire di verificare se i soldati siano idonei a portare armi: il testo è stato elaborato per far fronte all’alto numero di omicidi e suicidi commessi con l’arma di servizio. Ciò permetterà all’esercito di conoscere gli antecedenti giudiziari dei suoi militi.

Swissinfo.ch e agenzie

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