Il presidente della Confederazione a Tripoli

Hans-Rudolf Merz è arrivato giovedì a Tripoli per una visita sorpresa. Il viaggio mira a trovare una via d'uscita alla crisi scoppiata tra la Svizzera e la Libia dopo il fermo, a Ginevra, più di un anno fa di Hannibal Gheddafi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 agosto 2009 - 15:52

Il presidente della Confederazione ha avuto dei colloqui col primo ministro libico Al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi, in presenza del capo della diplomazia Moussa Koussa, stando a quanto indicato dall'Agence France Presse.

La visita di Merz, confermata dalla portavoce del Dipartimento federale delle finanze, non era stata annunciata. Le relazioni tra Tripoli e Berna sono molto tese dal 15 luglio del 2008, quando Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico, fu arrestato assieme a sua moglie in un grande albergo ginevrino, dopo la denuncia per maltrattamenti sporta contro di loro da due domestici.

La coppia fu rilasciata dopo due giorni. Quale misura di ritorsione, la Libia aveva sospeso in ottobre le forniture di petrolio alla Svizzera e ritirato dalle banche elvetiche i suoi depositi (circa 5 miliardi di euro). Ma soprattutto il regime libico aveva arrestato due uomini d'affari elvetici, che ancora oggi non possono lasciare il paese e sono trattenuti all'ambasciata svizzera di Tripoli.

Le autorità libiche esigono dalla Svizzera che presenti delle scuse pubbliche e stigmatizzi l'operato della magistratura ginevrina. Inoltre, secondo la Televisione della Svizzera romanda, Muammar Gheddafi chiederebbe anche la creazione di un tribunale arbitrale internazionale per valutare le condizioni d'arresto del figlio e il versamento di 500'000 franchi a un'opera caritativa libica.

swissinfo.ch e agenzie

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