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Il segreto bancario va adeguato anche in Svizzera

La distinzione tra frode ed evasione fiscale va abolita anche all'interno dei confini nazionali: è quanto ha affermato la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf in un'intervista concessa alla NZZ am Sonntag.

Il problema in passato era inesistente, dato che la differenziazione tra frode ed evasione era valida sia in Svizzera, sia sul piano internazionale. Ma dopo la decisione del governo di aderire agli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), le cose dovrebbero cambiare anche all'interno del paese, ritiene la consigliera federale: "La distinzione è stata abolita nei confronti degli Stati esteri. È quindi giunto il momento di avviare una discussione anche sul piano nazionale".

Widmer-Schlumpf si dice aperta sulle modalità di applicazione di una nuova normativa in materia. Tutti i reati fiscali potrebbero essere sottoposti al diritto penale e le infrazioni dovute a semplice negligenza potrebbero rimanere impunite. Ma si potrebbero anche introdurre disposizioni che vadano a colpire unicamente i casi più gravi.

La legge, già oggi, consente all'Amministrazione federale delle contribuzioni di mettere le mani su informazioni bancarie, quando vi è il sospetto di manifeste irregolarità. In linea di principio, tuttavia, ciò è possibile unicamente per l'imposta federale diretta. È quindi pensabile, secondo Widmer-Schlumpf, che tale prassi venga estesa anche alle autorità fiscali cantonali, ma con le dovute precauzioni.

La ministra di giustizia e polizia non è la prima personalità politica ad intervenire sul tema. Già all'inizio della scorsa settimana il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, Christian Wanner (PLR), si era infatti pronunciato per l'abolizione generalizzata della differenziazione tra evasione e frode.

Non è ammissibile che le autorità fiscali straniere possano chiedere assistenza amministrativa alla Svizzera in caso di evasione e che nel contempo tali strumenti di indagine vengano negati alle autorità elvetiche, ha dichiarato Wanner. Ma se non si fa nulla, è proprio quanto rischia di accadere quando entreranno in vigore i riveduti accordi di doppia imposizione negoziati sulla base degli standard dell'OCSE.

swissinfo.ch e agenzie


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