UE contraria alla clausola di salvaguardia unilaterale

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha ribadito il no delle istituzioni europee all’adozione unilaterale da parte del governo svizzero di una clausola di salvaguardia per limitare l’immigrazione. La clausola, ha detto, potrà essere accettata soltanto se concordata con l’UE.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 dicembre 2015 - 08:43
swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG del 21.12.15)

Dopo un incontro con la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato che accetterà la clausola di salvaguardia elvetica solo se questa verrà accettata dalla totalità dei paesi dell’UE.

Finora, Bruxelles si era categoricamente opposta a prendere in considerazione qualsiasi iniziativa che interferisse con la libera circolazione delle persone. «Ora abbiamo cominciato a discuterne», ha spiegato Simonetta Sommaruga. Si è trovato un punto che può essere interpretato per trovare una soluzione, ha precisato la presidente della Confederazione riferendosi all'articolo 14 capoverso 2 dell'Accordo sulla libera circolazione, che prevede misure in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale.

«Sono cose che devono essere negoziate bilateralmente, non vogliamo un'interpretazione unilaterale della clausola di protezione, e questo è quello su cui entrambi stiamo lavorando per un'azione rapida ed efficace», ha detto dal canto suo Jean-Claude Juncker.

Dopo l'accettazione in votazione popolare dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa", il 9 febbraio 2014, i rapporti fra Svizzera e UE si sono raffreddati. La Commissione europea ha più volte ribadito che non avrebbe accettato di ridiscutere la libera circolazione. Per sbloccare la situazione e trovare una via d'uscita, Sommaruga e Juncker hanno avviato discussioni consultive, che proseguiranno anche il prossimo anno.

Contenuto esterno


Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo