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La Germania mette a morte il segreto bancario

In Europa il segreto bancario non ha più alcun futuro e la Svizzera non potrà sottrarsi a questa evoluzione. È quanto afferma il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble che invita Berna ad accettare la prassi dello scambio automatico di informazioni. Un’ipotesi respinta da più parti, ma caldeggiata a più riprese dal suo omologo svizzero Hans-Rudolf Merz.

In Germania il segreto bancario è stato abolito, spiega Wolfgang Schäuble in un’intervista alla NZZ am Sonntag, e «lo stesso avverrà anche negli altri paesi dell’Unione Europea, con conseguenze dirette sulla svizzera». Il ministro tedesco precisa di non voler esercitare pressioni su Berna, ma invita il governo ad accettare lo scambio automatico di informazioni.

Sulla questione si è espresso domenica anche il Tesorirere della Confederazione Hans-Rudolf Merz, che dalle colonne della NZZ am Sonntag ha ribadito la necessità di una maggiore apertura. «Preso o tardi Berna dovrà affrontare il tema e dire ciò che vuole», ha ricordato Merz. La Svizzera si trova di fronte a una scelta: può rinunciare a un accordo sui servizi oppure puntare a un acceso illimitato al mercato che implicherà però una soluzione della vertenza sullo scambio automatico di informazioni. Certo, un’alternativa è possibile, prosegue Merz, grazie all’imposta liberatoria o alla dichiarazione propria dei clienti bancari. Ma presuppone l’accordo degli altri paesi. «Cercare delle soluzioni significa anche evocare questioni scomode», ha concluso il consigliere federale.

Proseguono intanto le indiscrezioni di stampa sul contenuto e il valore dei CD offerti alle autorità tedesche. Secondo il settimanale Focus, quattro inquirenti del Dipartimento delle finanze del Nord Reno-Westfalia si sono recati questo finesettimana a Parigi per incontrare il misterioso informatore in possesso dei nomi di 1500 presunti evasori fiscali tedeschi. A inizio settimana, lo Stato federale e i Länder si erano messi d’accordo per finanziare ciascuno la metà dei 2,5 milioni di euro reclamati dall’informatore. Secondo le stime rivedute al rialzo, questi dati potrebbero portare al fisco fino a 400 milioni di euro.

Sabato, il ministro delle finanze del Baden-Württemberg Willi Stächele ha per altro confermato l’esistenza di un secondo CD con i dati di 2000 presunti evasori fiscali. E dulcis in fundo, secondo il settimanale Spiegel vi sarebbe un terzo CD con i dati 1000 contribuenti che sarà esaminato a Monaco.

swisisnfo.ch e agenzie


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