Ostaggi in Libia: il rimpatrio sembra imminente
I due cittadini svizzeri trattenuti in Libia hanno ricevuto martedì sera il passaporto e un visto d'uscita. Si attende ora soltanto il via libera delle autorità giudiziarie affinché possano partire. Lo ha annunciato mercoledì il Dipartimento federale delle finanze (DFF).
In mattinata il primo ministro libico Al Baghdadi A. El- Mahmudi ha informato per iscritto il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz che la conclusione della procedura amministrativa necessaria al rimpatrio dei due uomini “è solo una questione di tempo”, si legge in una nota pubblicata dal DFF.
Il Dipartimento diretto Hans-Rudolf Merz ha confermato che il velivolo “Falcon” del governo svizzero è posato martedì alle 15.30 sull’aerodromo militare di Tripoli. “Dopo una lunga attesa”, la delegazione svizzera ha ottenuto i documenti d’entrata in Libia, precisano ancora i servizi del presidente della Confederazione, che affermano d’essere in contatto regolare con i rappresentanti elvetici a Tripoli e con i familiari dei due cittadini trattenuti da oltre un anno nel paese africano.
Per ottenere il rilascio dei due ostaggi svizzeri, lo stesso Merz si era recato la settimana scorsa a Tripoli, doveva aveva firmato un accordo con Al Baghdadi A. El- Mahmudi, volto a porre fine alla vertenza in corso dall’anno scorso tra di due paesi in seguito alla vicenda dei Hannibal Gheddafi. Il figlio del leader libico Muammar Gheddafi era stato detenuto per due giorni assieme alla consorte, in seguito ad una denuncia per maltrattamenti sporta da due loro domestici. Nel documento sottoscritto dal presidente della Confederazione, il governo elvetico porge le sue scuse alla Libia per “l’arresto ingiustificato e inutile” di Hannibal Gheddafi e di sua moglie.
swissinfo.ch e agenzie
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