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Più crescita grazie alla libera circolazione

La libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea continua a mostrare effetti positivi, rileva la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Non mancano tuttavia alcune ombre regionali.

L’accesso facilitato alle forze di lavoro provenienti dai paesi membri dell’UE ha contribuito, negli ultimi anni, alla crescita economica e occupazionale della Svizzera, indica la SECO in un rapporto presentato giovedì.

Dall’entrata in vigore dell’accordo sulla libera circolazione delle persone tra Berna e Bruxelles (2002) non sono stati riscontrati fenomeni di esclusione di lavoratori elvetici e non è stata registrata una maggiore disoccupazione. Le misure di accompagnamento, puntualizza la SECO, hanno impedito uno sviluppo negativo dei bassi salari.

L’apertura del mercato del lavoro ha rafforzato la concorrenza per i lavoratori indigeni, ma questi ultimi, in linea generale, non ne hanno risentito. A livello locale si sono tuttavia osservate alcune differenze.

Ticino, Romandia e Svizzera orientale – regioni caratterizzate da una massiccia presenza di lavoratori frontalieri – hanno registrato un forte aumento del saldo migratorio, si legge nel comunicato della SECO, secondo cui la tesi dell’esclusione dei lavoratori indigeni «non è da escludere».

swissinfo.ch e agenzie

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