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PLR chiede di sospendere l’accordo con Tripoli

Dopo il mancato rientro dei due cittadini svizzeri trattenuti in Libia, previsto entro il 30 agosto, il Partito liberale radicale (PLR) ha chiesto al Governo svizzero di sospendere l'applicazione dell'accordo firmato il 20 agosto a Tripoli dal suo ministro Hans-Rudolf Merz.

Mentre in Libia procedono i festeggiamenti per i 40 anni dell’ascesa al potere di Gheddafi, in Svizzera la pressione attorno al ministro Hans-Rudolf Merz continua a salire. Martedì, il suo partito ha invitato il Consiglio federale a sospendere l’accordo siglato da Merz il 20 agosto a Tripoli. Malgrado le promesse della Libia, il rientro dei due cittadini svizzeri – trattenuti da oltre un anno – è slittato oltre la data stabilita del 30 agosto. «La Libia mette ogni giorno un nuovo ostacolo per ritardare il rilascio dei due uomini d’affari», accusa il Partito liberale radicale (PLR) in un comunicato, e «contrariamente alla Svizzera – che ha scelto la giurista britannica Elizabeth Wilmshurst – non ha ancora nominato un proprio rappresentante al tribunale arbitrale». Al momento si tratta di «restare calmi affinché il gioco semplicistico della Libia resti vano», continua il PLR.

Dal canto loro, i Verdi invitano il Governo svizzero a riprendere in mano il caso e a porre fine alla cacofonia tra i diversi dipartimenti. Mercoledì, Hans-Rudolf Merz presenterà al Consiglio federale una proposta congiunta del Dipartimento federale delle finanze (DFF) e di quello degli affari esteri (DFAE) sulla strategia da adottare per risolvere la crisi. All’indomani della sua visita a sorpresa , il presidente della Confederazione aveva dichiarato di assumersi la piena responsabilità dell’accordo firmato con Tripoli e delle sue conseguenze.

Per il DFF comunque le dimissioni di Merz «sono fuori discussione», ha assicurato il portavoce Roland Meier, precisando che la Svizzera continuerà a fare tutto il possibile per liberare i due ostaggi. Le autorità libiche sembrano però avanzare nuove pretese: stando alla Radio romanda RSR, il rilascio degli svizzeri sarebbe vincolato al pagamento di una cauzione di 430’000 franchi. Una notizia finora non confermata dal DFF,

Lunedì il viceministro degli esteri libico Khaled M. Kaim ha precisato che i due uomini d’affari potrebbero essere nuovamente interrogati da un procuratore riguardo alle accuse mosse nei loro confronti, vale a dire irregolarità nel permesso di soggiorno. Gli svizzeri non potranno verosimilmente tornare in patria prima di mercoledì alla fine dei festeggiamenti per Gheddafi, ai quali – tra l’altro – il sociologo ginevrino Jean Ziegler ha scelto di non partecipare per solidarietà con i suoi connazionali.

swissinfo.ch e agenzie

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