Berna dà chiarimenti a Israele
All'indomani delle rimostranze dello Stato ebraico per un colloquio fra rappresentanti di Hamas e diplomatici elvetici, Berna ha illustrato la sua "politica del dialogo" all'ambasciatore israeliano in Svizzera Ilan Elgar.
Il diplomatico israeliano è stato ricevuto giovedì al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dal segretario di Stato aggiunto Pierre Helg. All’incontro è intervenuta brevemente anche la ministra Micheline Calmy-Rey, ha precisato la portavoce del DFAE Nadine Olivieri. Entrambi hanno spiegato all’interlocutore che la Svizzera parla con tutte le parti e dunque anche con il movimento radicale islamico Hamas.
Pierre Helg ha d’altro canto espresso al diplomatico israeliano la preoccupazione elvetica per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.
Lo Stato ebraico aveva manifestato il proprio disappunto e chiesto spiegazioni a Berna, dopo che mercoledì alcuni media avevano riferito di un incontro fra una delegazione di Hamas guidata da Mahmoud al-Zahar e alcuni diplomatici elvetici, alla fine di giugno in Svizzera.
Micheline Calmy-Rey aveva poi confermato al radiogiornale della Svizzera romanda che c’era stato “un incontro a livello di esperti, fra quelli del Gruppo di crisi internazionale e quelli della divisione politica IV del DFAE”.
“L’obiettivo della riunione era di migliorare la comprensione fra i differenti attori”. “E Hamas è un attore che conta e che non si può ignorare nell’ambito di una soluzione del conflitto mediorientale”, ha aggiunto la consigliera federale.
Al contrario di Israele, Unione europea e Stati Uniti, la Confederazione non considera Hamas un’organizzazione terrorista.
swissinfo.ch e agenzie
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