I musulmani vanno integrati, non esclusi
Il Consiglio svizzero delle religioni (CSR) boccia senza appello l'iniziativa contro la costruzione di minareti in votazione il 29 novembre. Invece di puntare sull'esclusione, preferisce promuovere l'integrazione della comunità musulmana in Svizzera.
La pluralità culturale è una caratteristica dell’identità elvetica, che rende forte il Paese, afferma il CSR in una presa di posizione odierna: i diritti contemplati nella Costituzione garantiscono una convivenza pacifica tra le varie religioni e culture.
Secondo il Consiglio che riunisce esponenti di religione cristiana, ebraica e musulmana, l’iniziativa contro i minareti tende invece all’effetto opposto. Il testo sottoposto a votazione popolare il prossimo 29 novembre, ritiene il CSR, «strumentalizza la religione a fini politici e alimenta la diffidenza tra la popolazione».
I difensori dell’iniziativa lanciata da un comitato composto essenzialmente di rappresentanti dell’Unione democratica di centro e dell’Unione democratica federale (partiti della destra conservatrice), «esprimono timori di cui bisogna discutere», riconosce il presidente del Consiglio Thomas Wipf.
La soluzione, puntualizza, non sta però nell’esclusione, ma nell’accettazione delle differenze e nella coabitazione pacifica nel rispetto delle convinzioni di ognuno.
Pur rilevando difficoltà di applicazione, contraddizioni con principi fondamentali della Svizzera e incompatibilità con alcune disposizioni internazionali, il governo giudica dal canto suo che l’iniziativa non viola le regole imperative del diritto internazionale. Analogamente al parlamento, raccomanda comunque all’elettorato di rifiutarla.
swissinfo.ch e agenzie
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