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Sì all’invio di soldati svizzeri al largo della Somalia

La Camera alta del parlamento svizzero ha approvato martedì la partecipazione all'operazione Atalanta dell'Unione Europea contro la pirateria al largo delle coste del Corno d'Africa. Sul tema deve ancora pronunciarsi il Consiglio nazionale.

Per 33 voti contro cinque, il Consiglio degli Stati ha approvato martedì il decreto federale che autorizza l’invio di soldati svizzeri nelle acque del golfo di Aden. Il contingente sarà composto al massimo da 30 militari e la durata della missione sarà limitata fino al 31 dicembre 2010.

I soldati dovranno prima di tutto proteggere le navi del Programma alimentare mondiale, nonché quelle battenti bandiera svizzera (la flotta elvetica d’alto mare è composta di 32 navi mercantili). “Il nostro paese deve partecipare alla lotta contro la fame in Somalia, scortando le imbarcazioni che trasportano gli aiuti”, ha dichiarato il senatore giurassiano socialista Claude Hêche.

L’opposizione è venuta soprattutto dai ranghi dell’Unione democratica di centro, che da sempre è ostile all’invio di soldati svizzeri all’estero. Il consigliere agli Stati turgoviese Hermann Bürgi ha osservato che le basi legali non sono abbastanza solide. L’ecologista vodese Luc Recordon ha dal canto suo sottolineato che i militari elvetici non sono sufficientemente preparati per simili operazioni marine e che la Svizzera dovrebbe piuttosto concentrarsi sui suoi punti di forza, ossia in particolare la mediazione.

La partecipazione alla missione dell’Unione Europea dovrà ora ricevere l’avallo anche del Consiglio nazionale. In teoria il dibattito è previsto il 15 e 16 settembre, ma potrebbe slittare alla prossima sessione. L’Unione democratica di centro ha infatti chiesto un rinvio, motivandolo con il fatto che i deputati devono avere tempo a sufficienza durante questa sessione per discutere di misure congiunturali e disoccupazione.

swissinfo.ch e agenzie

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