Portogallo: assolto Rui Pinto, hacker al centro dei Football Leaks
Rui Pinto - ex hacker poi convertito in whistleblower e testimone nell'inchiesta Football Leaks, che ha svelato transazioni ed espedienti fiscali utilizzati nel mondo del calcio - è stato assolto in Portogallo in un processo in cui era accusato di oltre 200 reati.
(Keystone-ATS) Arrestato nel 2019 a Budapest, Rui Pinto era già stato processato e condannato a quattro anni con sospensione della pena (una parte dei capi d’imputazione è stata anche oggetto dell’amnistia decretata in occasione della visita in Portogallo di Papa Francesco, nel 2023).
In quest’ultimo caso il collegio dei giudici ha stabilito all’unanimità che si stava processando l’imputato per la seconda volta per gli stessi reati e la sentenza contiene parole molto dure nei confronti dei pubblici ministeri che hanno condotto l’inchiesta. “Intollerabile ostinazione nel voler sottoporre l’imputato a giudizio sulla base degli stessi mezzi di prova”, si legge nelle carte. Qualcosa di “simile a uno Stato di polizia” in cui “la procura ha violato i diritti della difesa”.
Tuttavia Rui Pinto, che dalla sua scarcerazione vive sottoposto a uno speciale programma di protezione, potrebbe trovarsi nuovamente sul banco degli imputati, poiché è in corso una terza indagine nei suoi confronti. La tipologia di reato di cui è accusato è identica, la differenza fra questi tre procedimenti è che le entità danneggiate sono diverse, dato che Pinto ha rubato dati sensibili a diversi club di calcio, agenzie governative, studi legali e anche istituzioni legate alle procure.
Nel procedimento per cui è stato assolto ieri figurano, tra l’altro, le e-mail rubate alla società sportiva del Benfica, ma anche al Porto, alla Lega calcio portoghese e persino all’autorità fiscale portoghese. Le entità costituitesi come parte civile dovranno ora pagare le spese processuali.