Presidente birmano concede amnistia per oltre 4’000 detenuti
Il capo della giunta golpista del Myanmar, Min Aung Hlaing, che da una settimana ricopre anche la carica di presidente, ha firmato un decreto che concede un'amnistia per 4'335 detenuti, di cui 180 cittadini stranieri, secondo quanto riferisce l'emittente statale MRTV.
(Keystone-ATS) Il decreto è stato emesso in occasione del Thingyan, la Festa dell’acqua, e del tradizionale Capodanno del Myanmar, una delle numerose celebrazioni nazionali durante le quali vengono tradizionalmente concesse le grazie.
La Nazione del Sudest asiatico, in passato noto come Birmania, ha celebrato il Thingyan dall’11 al 14 aprile, gli ultimi giorni dell’anno secondo il calendario tradizionale birmano, che risale a un antico sistema cronologico indiano.
Oggi, 17 aprile, segna il primo giorno del nuovo anno, il 1388, secondo questo calendario.
Annullate le condanne a morte
Min Aung Hlaing ha ordinato la cancellazione di tutte le condanne a morte, uno dei suoi primi atti ufficiali da quando ha assunto la presidenza cinque anni dopo il colpo di Stato.
“Le condanne a morte saranno commutate in ergastolo”, ha dichiarato il leader 69enne in un comunicato. Tutte le condanne inferiori a 40 anni saranno ridotte di un sesto, ha aggiunto.
Graziato ex presidente
Anche l’ex presidente del Myanmar, Win Myint, detenuto dal colpo di stato militare del 2021, ha ricevuto la grazia, secondo quanto riportato in un comunicato presidenziale, e non sarà giustiziato. “Il Presidente ha concesso la grazia a Win Myint”, si legge nella dichiarazione dell’ufficio di Min Aung Hlaing.
Gli attivisti per i diritti umani affermano che la giunta militare che ha preso il potere nel 2021 ha ripreso le esecuzioni dei dissidenti dopo decenni di interruzione. Secondo le Nazioni Unite oltre 130 persone sono state condannate a morte l’anno successivo, ma è difficile accertare cifre precise in un Paese con un sistema giudiziario opaco e dilaniato dalla guerra civile.