Pussy Riot, liberata promette, lotta continua
(Keystone-ATS) Nessun contrasto nella band, la lotta continua: è il messaggio che ha voluto lanciare nelle prime interviste Iekaterina Samutsevich, 30 anni, l’unica delle tre Pussy Riot che ha ottenuto la sospensione condizionale della pena a due anni di reclusione, confermata ieri in appello, per una dissacrante preghiera anti Putin nella cattedrale di Mosca.
Un modo per fugare sospetti o addirittura accuse di “tradimento” diffusesi nella blogosfera tra i simpatizzanti della punk band: c’è già chi se la prende con lei contestandole di aver ottenuto la libertà gettando discredito su tutta la linea difensiva delle Pussi Riot, dopo la sua scelta di cambiare avvocato.
Samutsevich ha fornito una risposta anche a loro: “le autorità hanno cominciato un gioco strano”, ha osservato in una intervista alla emittente Ren Tv che verrà trasmessa sabato. Ma a suo avviso questa “manovra” per dividere il gruppo è fallita: “noi abbiamo le stesse convinzioni e non abbiamo mai pensato di cambiarle. Non c’è e non c’è mai stato conflitto nel gruppo”.
Per rilanciare l’immagine di un trio ancora compatto e pronto a combattere, ‘Katià ha scelto la Cnn per la sua prima intervista: “non siamo finite e non metteremo fine alla nostra lotta politica”, ha dichiarato alla tv americana. “La situazione del Paese dopo il nostro concerto (nella cattedrale, ndr) è peggiorata ed il nostro processo ne è la prova “, ha aggiunto la trentenne. Quindi ha ribadito il carattere politico della performance: “si è trattato di un’azione politica diretta contro le autorità, contro la convergenza tra il potere politico e religioso, e io voglio che la gente lo comprenda”. Nessuna traccia di pentimento.