Quando Chiese e politica s'incontrano

La celebrazione ecumenica di Payerne: preghiera e riflessione sociale Keystone

Costruire assieme il futuro sociale ed economico. E' il forte messaggio della celebrazione ecumenica all'Abbazia di Payerne, per la Festa federale di ringraziamento. "Predicatore eccellente" il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, che ha invitato popoli e governi ad assumere un atteggiamento responsabile in favore di un mondo più giusto e sociale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2001 - 10:21

I drammatici avvenimenti mondiali degli ultimi giorni hanno conferito un valore simbolico ancora più alto a questa celebrazione ecumenica, trasmessa in diretta dalle 3 reti televisive della SSR-SRG Idée Suisse. Nel suo intervento, Moritz Leuenberger non ha mancato di sottolineare "il sentimento di impotenza, rassegnazione e paura che simili eventi possono suscitare".

Secondo il presidente della Confederazione, questa tragedia sembrava inconcepibile nel 21esimo secolo: i progressi della civiltà avevano dato finora l'impressione di poter dominare il destino. Gli attentati, che hanno scosso gli Stati uniti e il mondo, dimostrano invece che non esiste una sicurezza totale e pongono tutti noi di fronte ai propri limiti. I credenti, che invocano il perdono e l'aiuto di Dio, come pure coloro che si affidano alla ragione umana.

Sia gli uni che gli altri, ha affermato Leuenberger, sono chiamati ad assumere le loro responsabilità di fronte a Dio o agli uomini - una responsabilità individuale, ma anche quella degli Stati e della comunità internazionale. "Nella nostra società non dovrebbero esservi persone che, pur lavorando, non hanno abbastanza per vivere. Non dovrebbero esservi persone senza diritti, private di un riconoscimento ufficiale" ha proseguito il presidente della Confederazione, secondo il quale occorre realizzare una politica sociale e commerciale, a livello mondiale, in grado di arginare la miseria e di garantire a tutti l'accesso ai medicinali.

Consultazione ecumenica per il futuro sociale della Svizzera

La celebrazione ecumenica che ha avuto luogo nell'antica Abbazia di Payerne, costituisce una novità nell'ambito della collaborazione tra esponenti politici e Chiese svizzere. Si situa, infatti, a conclusione di un progetto consultivo che ha coinvolto negli ultimi tre anni e mezzo migliaia di persone da ogni regione del Paese.

Per la prima volta, le Chiese evangelico-riformata e cattolico-romana hanno promosso una "Consultazione ecumenica per il futuro sociale ed economico della Svizzera". L'iniziativa ha suscitato un'eco assai ampia da parte della popolazione in genere, nonché tra comunità ecclesiali, rappresentanti dell'economia e del mondo sindacale, enti assistenziali e partiti politici.

Sempre in tale ambito, la Federazione delle Chiese evangeliche svizzere e la Conferenza dei vescovi svizzeri hanno pubblicato una Lettera ecumenica, costola del messaggio "Insieme nel futuro", consegnato ad autorità e popolazione lo scorso 1° settembre a Berna.

Nessuno può decidere da solo

Per quanto riguarda la Festa federale di ringraziamento (istituita ufficialmente nel 1832 e nota anche come Digiuno federale o Giornata di preghiera federale), la celebrazione a Payerne è stata presieduta dai parroci Vincent Guyaz e Léon Chatagny, mentre la predicazione è stata assicurata dall'assistente pastorale Martha Brun e l'animazione musicale dall'organista Theo Flury e dal percussionista Pierre Favre.

In occasione di questa giornata, nel corso delle celebrazioni liturgiche tenute dalle comunità evangeliche e cattoliche in tutta la Svizzera è stata letta tra l'altro la lettera ecumenica "Andare oltre: insieme nel futuro". Nella missiva, il pastore Thomas Wipf (Presidente del Consiglio della FCES) e mons. Amédée Grab (Presidente della CVS) rilevano che "il pluralismo della nostra società è un bene prezioso", tuttavia "il rispetto altrui" e "l'attenzione all'interesse comune" costituiscono le fondamenta della coabitazione pacifica "nella diversità di culture, lingue, religioni e opinioni".

Aggiungono inoltre che "le 'regole di casa' possono essere definite soltanto in comune, nell'ambito di una procedura democratica", rimandando indirettamente alle osservazioni fatte sulla "Consultazione ecumenica". In effetti, in molte prese di posizione sono stati espressi timori circa la carenza di controllo collettivo sulle rapide trasformazioni in atto, ad esempio, negli ambiti economici, finanziari e imprenditoriali.

Mentre pongono al centro della loro attenzione la persona umana e il "bene comune", gli autori della Lettera ecumenica notano che "in occasione di questa Festa federale di ringraziamento, siamo invitati a osservare con fiducia i cambiamenti in corso", poiché - proseguono - "Dio ci esorta ad andare in avanti con coraggio, a rinnovare i nostri legami interpersonali e a intensificare la nostra solidarietà". A loro avviso, "stanno qui le chiavi del futuro".

Martino Dotta

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