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vapore esce da canna fumaria di una centrale nucleare

La settimana in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

la settimana scorsa è stata caratterizzata da dibattiti accesi e a tratti persino polemici sull'abolizione del divieto di costruire centrali nucleari. Come si è arrivati a questo cambio di rotta?

Mercoledì, inoltre, ci ha lasciato Jean Ziegler, un peso massimo della politica svizzera. È scomparso all'età di 92 anni.

Cordiali saluti da Berna.

scatoloni con raccolta firme iniziativa stop al blackout davanti a palazzo federale
L’iniziativa “Stop al blackout” è stata depositata nel febbraio 2024. Chiede che l’approvvigionamento elettrico sia sempre garantito e che la Confederazione definisca le necessarie responsabilità a tal fine. Keystone / Anthony Anex

Qualcuno si ricorda ancora dell’abbandono del nucleare nel 2017? Nella Berna federale, la certezza della fine dell’energia atomica sembra vacillare. Il desiderio di autonomia energetica pare avere un peso maggiore. Il Parlamento si lascia alle spalle una settimana di dibattiti infuocati.

L’energia nucleare sta vivendo una massiccia rinascita: secondo un sondaggio, il 55% della popolazione elvetica sostiene attualmente l’iniziativa “Stop al blackout”, che mira essenzialmente a revocare l’attuale divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera. In Consiglio nazionale si profila una svolta storica che potrebbe rovesciare tale divieto.

Watson, tuttavia, mette in guardia da una trappola dei costi. Nuovi impianti nucleari potrebbero minare pesantemente la redditività dell’energia idroelettrica nazionale. Il Centro chiede quindi dati finanziari concreti invece di un “volo alla cieca”: prima di autorizzare nuovi reattori, il Consiglio federale dovrebbe chiarire chi dovrebbe effettivamente finanziare i rischi miliardari.

Su un altro tema, le aperture domenicali, il Consiglio degli Stati si è mostrato sorprendentemente conservatore. Un’alleanza tra Partito socialista (PS, sinistra), Verdi e parte dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) ha bloccato l’aumento a 12 domeniche di apertura. Nonostante la pressione del commercio online, la domenica dovrebbe rimanere la “pausa di respiro della società” tutelata, secondo la consigliera agli Stati del Centro Andrea Gmür-Schönenberger.

Jean Ziegler durante una trasmissione televisiva a Ginevra nel 2025.
Jean Ziegler durante una trasmissione televisiva a Ginevra nel 2025. Keystone / Salvatore Di Nolfi

Un evento questa settimana ha avuto grande eco anche all’estero: la morte di Jean Ziegler. L’ex consigliere nazionale è deceduto mercoledì all’età di 92 anni. Numerosi necrologi hanno commemorato il politico, professore di sociologia e per un periodo relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione, che da figlio di un funzionario di Thun divenne un rivoluzionario.

Jean Ziegler, controverso peso massimo della politica svizzera, divenne comunista grazie al calcio. Lo ha rivelato lui stesso in un’intervista a 24 Heures del 2017, ora disponibile online per la prima volta. Quando giocava nella squadra giovanile del FC Thun, era affascinato dall'”intelligenza collettiva” in campo. Per lui, il gioco di squadra era la forma ideale di anticapitalismo: la complementarità e la solidarietà, invece della concorrenza egoistica, portavano al successo.

Nonostante le aspre polemiche, coltivava “amicizie paradossali”. La Neue Zürcher Zeitung descrive la simpatia reciproca con il padre putativo dell’UDC Christoph Blocher, che per l’ottantesimo compleanno di Ziegler disse: “Quest’uomo purtroppo mi è simpatico”.

Ginevra, il suo luogo d’azione, non fu una scelta casuale per colui che era nato come Hans Ziegler. Voleva seguire Che Guevara a Cuba, ma quest’ultimo rifiutò: Ginevra era il “cervello del mostro”, era lì che doveva combattere, disse il cubano. Così, la città sul Rodano divenne la base per la lotta di Ziegler contro la piazza finanziaria, che egli, secondo l’emittente televisiva tedesca ARD, bollava come “covo del male” e criticava per il suo “capitalismo predatorio”.

aereo sul tarmac
Una vista insolita: elicotteri Chinook dell’esercito statunitense all’aeroporto civile di Ginevra Cointrin l’11 giugno. Keystone / Martial Trezzini

E rimasero in sette: senza la Russia, i leader del G7 si incontrano dal 15 al 17 giugno nella città francese di Evian. Perché questo è importante per la Svizzera? A causa dell’evento, il Cantone di Ginevra ha dovuto rafforzare massicciamente le misure di sicurezza e ora assomiglia a una fortezza. Si temono infatti disordini.

I negozi di Ginevra si sono barricati a tal punto che, secondo Watson, le falegnamerie stanno esaurendo il legno. Le misure di protezione costano fino a 100’000 franchi. Molti esercizi commerciali rimangono chiusi, poiché artigiani e materiali non riescono a soddisfare l’elevata domanda.

Sebbene tutte le delegazioni alloggino in Francia, la Svizzera mobilita 4’000 militari. L’esercito protegge l’aeroporto di Ginevra come “biglietto da visita”, mentre la polizia si attrezza con idranti per far fronte ai temuti scontri.

Sul fronte diplomatico, la situazione è tesa: manca un accordo con Parigi sulla ripartizione dei costi. Nel frattempo, gli ospedali ginevrini riducono gli interventi programmati del 20% per liberare capacità in caso di persone ferite da gas lacrimogeni o durante le sommosse.

sede ruag
Un gruppo di hacker è riuscito a sottrarre dati sensibili da una filiale statunitense del gruppo di armamenti Ruag. Nell’immagine, la sede principale a Berna. Keystone / Alessandro Della Valle

Nel fine settimana, il gruppo statale di armamenti RUAG è finito sotto i riflettori: dapprima ha versato un riscatto agli hacker, contravvenendo alle indicazioni della Confederazione; inoltre, gli elevati costi legati ai caccia F‑35 mettono ora a rischio anche questo progetto di punta. Cosa sta andando storto nel principale pilastro della difesa svizzera?

Con sorprendente franchezza, il presidente del consiglio di amministrazione Jürg Rötheli ha ammesso che Ruag ha pagato un riscatto al gruppo di pirati informatici Akira per riavere i dati rubati a una sua filiale statunitense. Secondo la Neue Zürcher Zeitung, ciò è avvenuto all’insaputa del Dipartimento della difesa e contro gli avvertimenti espliciti della Confederazione di non finanziare modelli di business criminali.

Anche sul piano industriale il gruppo vacilla. Secondo un’inchiesta di SRF, Ruag assembla a Emmen solo tre caccia F-35 invece di quattro.L’azienda elvetica è semplicemente troppo costosa e il produttore Lockheed Martin non intende sostenere tali costi elevati. SRF sottolinea che ciò mette a rischio lo sviluppo del know-how di cui Ruag ha urgente bisogno per poter competere nel mercato internazionale della manutenzione dopo la fine dell’era degli F/A-18.

Secondo il Tages-Anzeiger, il gruppo è inoltre afflitto da una profonda crisi di leadership, con frequenti cambi ai vertici, e da uno scandalo irrisolto per frode legato ai pezzi di ricambio per carri armati, che ha causato danni milionari. E non è solo in Parlamento che le domande si moltiplicano: secondo i sondaggi, anche la fiducia dell’esercito nel suo fornitore è già drasticamente diminuita.

testuggine palustre europea (Emys orbicularis)
La testuggine palustre europea (Emys orbicularis) è l’unica specie di tartaruga autoctona della Svizzera. Keystone / DPA / Patrick Pleul

La settimana prossima

Lunedì potrete leggere qui la nostra analisi sul comportamento di voto delle svizzere e degli svizzeri all’estero nella votazione di domenica 14 giugno. Si tratta di due oggetti: l’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”, che vuole limitare la popolazione residente permanente, e una modifica della legge sul servizio civile, con cui quest’ultimo dovrà rimanere un’eccezione rispetto al servizio militare.

Come va la salute della popolazione elvetica? Martedì verrà pubblicata l’indagine annuale sulla salute nella Confederazione, anche detta “Health Forecast”.

Venerdì, nel comune friburghese di Cheyres, sul lago di Neuchâtel, si terrà un’insolita conferenza stampa. Nella zona umida della Grande Cariçaie, nell’ambito di un’azione per rafforzare l’unica specie di tartaruga autoctona della Svizzera, verranno liberate alcune testuggini palustri (Emys orbicularis), specie a rischio di estinzione.

Sabato a Morat si terrà la cerimonia di commemorazione del 550° anniversario della battaglia di Morat. Per ricordare: il 22 giugno 1476, i Confederati sconfissero l’esercito di Carlo il Temerario di Borgogna in modo sorprendente e schiacciante.

Tradotto dal tedesco con il supporto dell’IA/mrj

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