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Democrazia diretta in Svizzera
Giovane militare scrive su un laptop appoggiato su un telo mimetico

Oggi in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all'estero,

vi spero bene!

A sud delle Alpi ci siamo lasciati alle spalle un periodo di gelo a favore di giornate più miti, ma il prolungamento di alcune misure anti-Covid in tutto il Paese ci costringe a rimandare ad aprile il primo caffè dell'anno consumato ai tavolini all'aperto di un bar.

Vi lascio con l'attualità del giorno, augurandovi buona lettura e rinnovando a chi ha voglia di scriverci l'invito a farlo qui.

Militare lavora a un computer portatile appoggiato su un telo mimetico.
Investimenti sono previsti, tra l’altro, nei sistemi di comunicazione. Keystone / Peter Schneider

Il budget proposto dal Consiglio federale per l’esercito tiene conto per la prima volta di obiettivi climatici che le forze armate dovranno raggiungere.

Il governo chiederà al Parlamento per il 2021 un credito complessivo di 2,3 miliardi. Il finanziamento, ha spiegato giovedì la “ministra” della difesa Viola Amherd, servirà a migliorare la mobilità delle truppe, proteggere più efficacemente i militari e adeguare i sistemi di condotta e comunicazione così come le infrastrutture logistiche e d’istruzione.

Gli investimenti mirano insomma a uno sviluppo dell’esercito –”Nessuno sa come sarà la situazione della sicurezza fra 20 o 30 anni“, ha detto la consigliera federale- contenendo però l’impatto sull’ambiente.

Le forze armate si sono poste l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 40% rispetto al 2001 entro il 2030. Il programma immobili include l’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie totale di 18’000 metri quadrati.

Immagine di una stanza di dormitorio d emergenza con letti a castello ed effetti personali sui letti
Keystone

Il graduale aumento della povertà in Svizzera è proseguito nel 2019. Nell’anno precedente la pandemia, il problema toccava l’8,7% della popolazione (circa 735’000 persone).

Sono i dati pubblicati giovedì dall’Ufficio federale di statistica (UST), che sottolinea come il reddito disponibile equivalente (quel che rimane dopo aver sottratto le spese obbligatorie) sia diminuito proprio per il 10% della popolazione con i redditi più bassi, dai 27’252 franchi del 2014 a 25’868.

Il tasso di povertà della popolazione occupata ammontava al 4,2%. Ciò significa che 155’000 persone hanno in realtà un lavoro ma non guadagnano abbastanza da superare la soglia di indigenza. Le categorie più colpite sono: stranieri, famiglie monoparentali, persone senza formazione post-obbligatoria ed economie domestiche di disoccupati.

Nonostante l’aumento della precarietà, il tenore di vita della popolazione in Svizzera è rimasto mediamente superiore a quello della maggior parte dei Paesi UE.

  • Altri dati resi noti dall’UST, nella notiziaCollegamento esterno del Corriere del Ticino
  • ‘L’anno che ha tolto il velo sulla povertà in Svizzera’: approfondimento di tvsvizzera.it su come la pandemia abbia peggiorato le cose ma anche favorito una presa di coscienza
  • Cosa significa vivere “da poveri” nella Confederazione? L’esperienza della mia collega Sibilla Bondolfi
Primissimo piano di Lara Gut-Behrami, sorridente, che mostra la medaglia
Keystone / Christian Bruna

Seconda medaglia d’oro per Lara Gut-Behrami ai Mondiali di sci alpino a Cortina d’Ampezzo. La ticinese si è laureata campionessa del mondo di slalom gigante.

Terza nella prima manche, ha infine superato di due centesimi la statunitense Mikaela Shiffrin e di nove l’austriaca Katharina Liensberger.

Gut-Behrami è all’ottava medaglia mondiale in carriera e alla terza in questa rassegna di Cortina, dopo l‘oro nel supergigante di giovedì scorso e il bronzo in discesa libera sabato.

La 29enne riporta la Svizzera sul gradino più alto del podio in un gigante femminile iridato a vent’anni esatti dalla vittoria di Sonja Nef, che si impose a St. Anton nel 2001.

Gruppo di persone (vestiti perlopiù con colori verde-oro, che richiamano la bandiera del Brasile) in manifestazione di protesta
Keystone

Nuove rivelazioni su Lava Jato, la più grande operazione anticorruzione nella storia del Brasile, sollevano domande sulla cooperazione con le autorità svizzere.

Sotto i riflettori non ci sono più i miliardi di dollari di tangenti pagati ai più alti livelli della politica e degli affari, ma gli investigatori e i magistrati impegnati nell’inchiesta.

La Svizzera ha avuto un ruolo cruciale nell’operazione. Nel quadro del trattato di assistenza giudiziaria con il Brasile, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha dato seguito a 210 richieste e congelato più di 1’000 conti in 40 banche, per un totale di quasi 1 miliardo di franchi. Senza la Svizzera, molti casi non sarebbero stati portati in giudizio.

Ora emerge però che lo scambio di informazioni sui conti e nomi sospetti è stato in parte condiviso tramite l’applicazione di messaggistica istantanea Telegram e non attraverso i canali ufficiali. Rivelazioni che sollevano una serie di domande.

  • Vi invito a leggere quali, nell’approfondimento del collaboratore di SWI swissinfo.ch Jamil Chade (con stralci delle conversazioni)
  • Petrobras, ‘The swiss connection’, inchiesta del settimanale RSI Falò sugli sviluppi elvetici dello scandalo

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