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Quattro anziani su una panca, di schiena, ammirano un paesaggio prealpino

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Care svizzere e cari svizzeri all'estero,

bentrovate/i. La pandemia di coronavirus ha messo in evidenza l'importanza, tra gli altri, dei mestieri di infermiere e assistente di cura. Agli applausi (che dedicavamo loro dalle finestre durante il primo lockdown) non è ancora seguito un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro, ma qualcosa si muove sul fronte della valorizzazione: Vaud introdurrà la figura dell'infermiere cantonale. Avrà funzione di quadro, al pari di un medico cantonale, e dovrà occuparsi di formazione e creare nuovi modelli di cure.

Cure delle quali, come sempre, vi auguro di non avere bisogno. 

Buona lettura dell'attualità,

Quattro anziani su una panca, di schiena, ammirano un paesaggio prealpino
Keystone / Peter Klaunzer

L’iniziativa per una 13esima mensilità AVS è riuscita: l’Unione sindacale svizzera (USS) ha depositato 137’550 firme.

Il presidente USS e consigliere nazionale Pierre-Yves Maillard (PS/VD) rileva che il numero di sottoscrizioni ha superato di gran lunga le 100’000 necessarie e con sei mesi di anticipo sul termine, segno della “sofferenza della popolazione” e di “quanto sia urgente questo progetto”.

Il testo chiede un supplemento alla rendita di vecchiaia equivalente appunto a una tredicesima mensilità (+8,33%). Una misura da 3,5 miliardi di franchi in favore di tutti ma in particolare delle donne (le cui pensioni sono di oltre un terzo più basse) che si prevede di finanziare in parte con gli utili della Banca nazionale svizzera (BNS).

Intanto, altra notizia di venerdì, il numero di beneficiari di rendite AVS è aumentato nel 2020 dell’1,5%, raggiungendo quota 2’438’800. Delle 35’000 nuove pensioni, 6’800 sono state versate ad assicurati residenti fuori dalla Svizzera.

  • Il dispaccioCollegamento esterno Keystone-ATS, con le ragioni degli iniziativisti e un quadro più completo sulle difficoltà finanziarie della terza età, ripreso da La Regione Ticino
  • La lotta per garantire le pensioni alla prossima generazione: il focus di SWI swissinfo.ch sul sistema previdenziale nella Confederazione
  • ‘Storie lunghe un secolo’: ritratti di ultracentenariCollegamento esterno (con la statistica per cantone) dal settimanale Cooperazione

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È necessario aumentare l’età di pensionamento delle donne?

Di fronte all’invecchiamento della loro popolazione, la maggior parte delle economie sviluppate ha aumentato gradualmente l’età di pensionamento. Un sacrificio necessario per assicurare il futuro delle pensioni o ci sono altre strade possibilità?

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Donna china su un macchinario assembla piccole componenti in ambiente industriale
Un’operaia nello stabilimento orologiero di Thorens a Sainte-Croix, nel Canton Vaud, 1938. Keystone / Theo Frey

Il mercato degli orologi connessi metterà davvero in ginocchio l’orologeria svizzera? Il passato sembra insegnare di no.

È vero, nel 2020 l’export di orologi ha registrato un calo del 22% rispetto all’anno precedente (il peggior risultato dalla crisi finanziaria del 2008-2009) proprio mentre gli smart watch venuti dall’America e dell’Asia segnavano una crescita del 20%.

Al calo dei volumi potrebbe però corrispondere un’ulteriore crescita delle vendite di orologi di lusso. Del resto, non è la prima volta che gli esperti predicono un futuro a tinte scure per uno dei fiori all’occhiello dello Swiss made.

SWI swissinfo.ch vi propone un excursus delle crisi che l’orologeria elvetica, tra i principali settori del nostro export, ha dovuto affrontare. Tre di esse -di natura diversa, ma tutte provocate dalla competitività e innovazione straniere- furono quasi fatali. Quasi, perché l’orologeria svizzera seppe reagire, imparare, progredire. 

  • Scopri con noi cosa accadde nel 1870, negli anni 1920-30 e infine con l’avvento dell’elettronica nell’approfondimento di Béatrice Koncilja-Sartorius [con intervista allo storico dell’orologeria e docente Pierre-Yves Donzé]
  • Gli orologiai svizzeri possono sopravvivere a un altro secolo turbolento? Il dossier di SWI swissinfo.ch
  • Le competenze meccaniche e artistiche nella fabbricazione di orologi, automi e carillon entrano nel patrimonio immateriale UNESCO: la notiziaCollegamento esterno da RSI News
Spianata di una riserva d acqua momentaneamente in secca
Un’opportunità per entrambe le parti. Keystone / Barbara Walton

La Svizzera potrebbe presto compensare parte delle sue emissioni di CO2 con progetti di riduzione in Thailandia.

È quanto prevede una dichiarazione d’intenti, siglata in occasione dei 90 anni di relazioni con il Paese asiatico. La cooperazione in quest’ambito rappresenta un’opportunità economica per entrambi, dichiara la consigliera federale Simonetta Sommaruga, citata in una nota dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

Nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata a dimezzare le emissioni di gas serra del 1990 entro il 2030, e dovrà farlo soprattutto con misure in loco. L’accordo consente tuttavia di compensarle con progetti climatici all’estero, a patto che questi promuovano lo sviluppo sostenibile e rispettino i diritti umani.

La Confederazione ha già concluso intese in questo senso col Perù e col Ghana. Un memorandum per la realizzazione di progetti di protezione del clima in Senegal è stato firmato nel febbraio 2021.

  • Un accordo pionieristico che solleva interrogativi: l’articolo di SWI swissinfo sul trattato Svizzera-Perù, prima intesa per la compensazione internazionale nell’ambito di Parigi
  • A che punto è la lotta all’emergenza climatica, e quanto è legata alle sorti della rivalità strategica fra USA e Cina? Una recente analisiCollegamento esterno del settimanale Azione
  • La Svizzera capofila sulla via liberale verso il bilancio climatico zero: un recente saggio di Avenir Suisse nella recensioneCollegamento esterno dal Corriere del Ticino
Un uomo indica qualcosa su un pannello a gruppo di persone nell ambito di una fiera
EDA-DFAE

Ci sono anche degli espatriati noti, tra gli svizzeri all’estero rintracciati ogni mattina da ‘Albachiara’.

La trasmissione radiofonica di Rete Uno non è soltanto un’occasione per conoscere i nostri connazionali che a ogni angolo del globo, non necessariamente sotto le luci dei riflettori, hanno avuto successo negli studi, nella vita o nelle attività umanitarie e di volontariato.

È anche un modo per ritrovare nomi noti, come quello dell’ex nuotatrice Flavia ‘Fly’ Rigamonti. Vincitrice, nei primi anni Duemila, di tre argenti mondiali nei 1500 metri e 3 bronzi ai mondiali in vasca corta negli 800, Flavia vive ormai da tempo negli Stati Uniti, dove si occupa di tecnologie.

Oppure Bernardino Regazzoni [foto], svizzero all’estero per mestiere. Diplomatico di lungo corso, è stato in paesi vicini (Italia, Francia) e lontani (dall’Africa al Sud-est asiatico). Oggi è ambasciatore svizzero in Cina e ci racconta non solo del Paese che lo ospita, ma anche dei tratti caratteriali (curiosità, apertura) che gli hanno permesso una così lunga carriera.

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