Politica federale

Votazione: cosa cambia per il lupo la nuova Legge sulla caccia in Svizzera?

La revisione della Legge sulla caccia varata dal parlamento svizzero è finita nel mirino di un referendum. La controversa normativa, che allenta le condizioni di abbattimento del lupo, sarà sottoposta al voto popolare il 27 settembre.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 luglio 2020 - 15:00

Il contenuto della nuova legge: La revisione della Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP), in particolare, stabilisce che il lupo e lo stambecco sono "specie protette regolabili" e fissa i motivi per poterli abbattere, ciò anche nelle aree di protezione della fauna selvatica. Tra queste ragioni figurano la prevenzione di danni o di un pericolo concreto per l'uomo, come anche il mantenimento di effettivi adeguati di selvaggina a livello regionale. La decisione di abbattimento spetta ai Cantoni.

Varata dal parlamento nel settembre 2019, la revisione introduce anche altre varie novità, volte a rafforzare la tutela della natura, quali, per esempio, la designazione e il finanziamento da parte della Confederazione di corridoi faunistici d'importanza interregionale. L'idea è di adattare la legge vigente, che risale al 1985, quando il lupo non si era ancora reinsediato in Svizzera, all'evoluzione delle popolazioni di predatori e altre specie di animali selvatici che provocano danni. Questo al fine di appianare i conflitti tra coloro che esigono la loro protezione e coloro che chiedono la loro eliminazione.


I sostenitori: La revisione della Legge sulla caccia è stata approvata da una maggioranza parlamentare composta di democentristi, popolari democratici, borghesi democratici e liberali radicali. Il nuovo testo legislativo gode del sostegno del governo che lo giudica un buon compromesso che "consente una convivenza durevole tra l'uomo e il lupo", secondo le parole della ministra dell'ambiente Simonetta Sommaruga. Secondo la socialista – che è in contrasto con il suo partito su questa revisione – complessivamente la nuova legge "migliora la protezione degli animali selvatici e della natura". Una visione con cui concordano l'associazione CacciaSvizzera, il Gruppo svizzero per le regioni di montagna e l'Unione svizzera dei contadini, che sono scesi in campo per fare campagna in favore del sì nel voto del 27 settembre.

Gli oppositori: In parlamento, la revisione è stata bocciata da una minoranza composta dei Gruppi socialista, Verde e Verde liberale, come anche da alcuni liberali radicali. Contro la nuova normativa sono insorte le organizzazioni Pro Natura, WWF, BirdLife, Gruppo Lupo Svizzera e zooschweiz, che hanno lanciato con successo il referendum. Ai loro occhi, la nuova Legge sulla caccia è totalmente sbilanciata e manca completamente l'obiettivo di una soluzione di compromesso: "invece di regolamentare in modo pragmatico la presenza del lupo, esso minaccia la protezione delle specie animali in Svizzera", affermano i fautori del no nelle urne il 27 settembre.

Un tema emozionale: L'articolo 7a della nuova Legge sulla caccia dedicato alla "regolazione delle specie protette" è il perno attorno al quale ruota la revisione. Durante le deliberazioni, le Camere avevano inserito anche la lince e il castoro tra le "specie protette regolabili". Alla fine, dopo interminabili e infuocati dibattiti, li hanno stralciati, attribuendo tuttavia nella legge la facoltà al governo federale di autorizzare tramite ordinanza la regolazione di altre specie. I dibattiti parlamentari e la campagna referendaria rispecchiano l'emotività e la spaccatura che provoca da anni nella popolazione svizzera il tema dei predatori e anche di altri mammiferi e uccelli selvatici che provocano danni di varia natura. Qualunque sia il verdetto che uscirà dalle urne, è molto probabile che le discussioni non si esauriranno con il voto popolare del 27 settembre.

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