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Sanchez: ‘indagine Ceuta continua, escludo responsabilità Marocco’

Keystone-SDA

"Continuiamo a indagare" sulle cause degli ingressi in massa di migranti a Ceuta il 30 e il 31 luglio: lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser, rispondendo a una domanda sui fattori scatenanti l'ondata migratoria.

(Keystone-ATS) Sanchez ha escluso ogni responsabilità “in un modo o nell’altro” di un intervento delle autorità marocchine nel rilassamento dei controlli alle frontiere per la crisi di fine luglio. “Nessun servizio di intelligence con cui il governo spagnolo collabora abitualmente ha sollevato il minimo dubbio, o meglio, alcun dubbio in assoluto, riguardo alla partecipazione, in un modo o nell’altro, delle autorità marocchine”, ha segnalato.

“Il governo di Spagna deve agire sui dati. Ciò che sappiamo finora è che è stata travisata una sentenza della Corte Suprema”, dello scorso 8 agosto, che impediva di respingere i migranti minori giunti via mare nell’exclave, in mancanza di barriere frontaliere.

Sappiamo anche che c’è una disuguaglianza strutturale che rende le città autonome di Ceuta e di Melilla” in Marocco, frontiera sud dell’Europa in Nord Anfrica “come le frontiere probabilmente più complesse del mondo”, ha aggiunto il presidente del governo spagnolo.

Sanchez ha assicurato che “nei giorni precedenti l’ingresso in massa di immigranti a Ceuta” ci sono state “diverse riunioni” fra le autorità ceutine e l’Amministrazione generale dello Stato guidata dal delegato del governo a Ceuta, perché “ciò che continuava ad essere abituale erano le entrate a nuoto” di migranti a Ceuta “che erano aumentate, ma non in maniera significativa”.

Il premier ha aggiunto che il Centro nazionale di intelligence “ha condiviso le informazioni della situazione, come anche la polizia nazionale”, ma “non c’è stata nessuna informazione che segnalava la dimensione della crisi che avremmo subito il 30 e il 31” luglio, ha aggiunto.

“Ci sono state reti russe e israeliane che hanno diffuso una menzogna” dando a intendere che “se si entrava a nuoto nella città autonoma di Ceuta, era impossibile il respingimento alla frontiera, cosa che non è vera”, ha detto Sanchez nell’intervista.

“È stata travisata una sentenza del Tribunale Supremo che è stata diffusa nelle reti social attraverso false notizie di disinformazione, anche mediante organizzazioni criminali”. Sanchez ha associato la disinformazione a “un’internazionale dell’ultradestra che utilizza sempre la migrazione non solo per attaccare la Spagna ma anche l’Europa, e dividerla”.

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