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L’inquinamento è pericoloso per i feti

Una concentrazione eccessiva di polveri fini nell'aria è dannosa anche per i feti nel grembo materno. Questa la conclusione di uno studio effettuato all'Inselspital di Berna, i cui risultati sono stati presentati martedì ad un congresso in corso a Berlino.

Finora i ricercatori ritenevano che l’inquinamento dell’aria danneggi la salute dei bambini, ma soltanto a partire dall’età scolastica. Secondo lo studio, condotto dell’Istituto di pneumologia dell’ospedale bernese, i bambini le cui madri sono state esposte a forti concentrazioni di particolato negli ultimi tre mesi di gravidanza sviluppano con maggior frequenza delle infiammazioni alle vie respiratorie.

I ricercatori dell’Ospedale universitario di Berna hanno misurato la qualità dell’aria – ossia le concentrazioni di ozono, diossido d’azoto e polveri fini – respirata dalle gestanti ed hanno controllato le funzioni respiratorie dei neonati cinque settimane dopo il parto. Risultato: ai neonati, le cui madri sono state esposte a forti concentrazioni di polveri sottili e che abitano nella vicinanze di strade con forte traffico, è stata misurata una frequenza respiratoria di 48 respiri al minuto durante il sonno, contro 42 respiri al minuto in media per gli altri neonati.

Gli autori della ricerca non sono ancora riusciti a spiegare fino in fondo le cause. Secondo Philipp Latzin, responsabile del progetto di ricerca, si può ipotizzare che l’inquinamento dell’aria attacca i polmoni delle madri e di conseguenza anche l’irrigazione sanguigna del feto attraverso la placenta. Un minor afflusso di sangue può in questo caso significare che il feto riceve meno sostanze nutritive.

Un’altra ipotesi è che le particelle inquinanti penetrano nel sangue del bambino non ancora nato, influenzandone il ritmo respiratorio. Sia in un caso che nell’altro, lo studio evidenza la necessità di migliorare la qualità dell’aria, osserva Philipp Latzin.

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