Albrecht von Haller, un internauta del Settecento
Lo scienziato e poeta bernese Albrecht von Haller aveva contatti epistolari con oltre 1200 persone. Nel suo lascito figurano circa 17'000 lettere. I curatori di una mostra che ha aperto il 4 maggio al Museo della comunicazione di Berna, fino al febbraio 2002, lo paragonano agli attuali patiti di internet.
La sua rete di corrispondenti – oltre 1150 uomini e 50 donne -si estendeva da Dublino a Mosca, da Stoccolma a Malaga. Ma le molteplici attività dell’aristocratico dal sapere enciclopedico e il suo debole per la corrispondenza avevano anche lati negativi.
«La sua permanente presenza in migliaia di colloqui a distanza comportava una parziale assenza nei contatti diretti con chi gli stava vicino», rilevano i curatori della mostra. Haller leggeva missive mentre i pazienti gli illustravano i loro mali e ne scriveva durante le sue lezioni.
Il grande intellettuale del Settecento manifestava così già 250 anni fa le carenze oggi riscontrate nei cosiddetti «netjunkies», i «drogati del net»: una pratica virtuosa della rete accompagnata da certe deficienze nella vita nel mondo reale.
Nell’esposizione si potranno vedere non soltanto originali delle lettere di von Haller e suoi lavori di ricerca. Con l’aiuto di supporti multimediali i visitatori potranno anche informarsi sullo stato delle più recenti ricerche negli ambiti di competenza dello scienziato bernese.
swissinfo e agenzie
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