The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Analisi del DNA, “un metodo utile”

Il progetto di legge sull'impiego dell'analisi del DNA a scopi di indagine non piace agli incaricati federali e cantonali per la protezione dei dati. Ma per chi quotidianamente è confrontato con la lotta alla criminalità, il ricorso ai profili di DNA è ormai un'operazione di routine. Ad esempio in Ticino.

La traccia del DNA è ormai parte integrante delle indagini e, alla stregua delle impronte digitali, gli inquisiti vengono sottoposti sempre più spesso ad un prelievo che permette la trascrizione dei codici genetici.

“Nel caso di una traccia, reperita sul luogo – ci dice il criminologo Quattrini, della scientifica del canton Ticino – possiamo rilevare la sequenza numerica del DNA e confrontarla con gli indiziati, fornendo una prova praticamente inequivocabile delle responsabilità”.

In Ticino l’analisi è si è resa utile nel caso di ritrovamento di cadaveri non più riconoscibili. Il confronto con il patrimonio genetico dei parenti, permette un’identificazione univoca della persona deceduta.

Dunque non si tratta necessariamente di episodi cruenti, ma la prassi indica un’applicazione sempre più estesa. Secondo Quattrini, la maggior parte dei casi in cui questa tecnica viene applicata con successo sono i furti. Basta una traccia di sangue su un vetro infranto per identificare la persona.

Per rintracciare poi il responsabile di cui non si conosce l’identità, ma solo il codice genetico, la polizia ticinese fa sistematicamente ricorso alla nuova banca dati federale. Ma nel 2000, primo anno di applicazione del sistema,un solo caso ha potuto essere risolto grazie ai dati svizzeri.

Senza nessuno scrupolo sulla protezione dei dati, lo scienziato forense ammette: “Noi mandiamo tutti i dati raccolti durante le nostre indagini, all’ufficio centrale”. Dunque anche di tutte le persone fermate durante le indagini, ma poi scagionate da ogni accusa”.

Per Quattrini questa prassi non ha nessun lato negativo: “Chi non ha niente da nascondere, non ha neanche paura di essere schedato”. Comunque è necessaria una domanda scritta all’autorità competente, perché la scheda venga cancellata.

Dunque lo stato accumula le informazioni genetiche di tutti i cittadini? Secondo Quattrini il caso è chiaro. “Una banca dati funziona solo se i dati ci sono” e fa riferimento alla prassi inglese. Lì sarebbe già il 60 per cento dei casi a trovare una soluzione sui banchi del tribunale, grazie alla prova decisiva del codice genetico.

“Grande fratello stato”. Quattrini rassicura: “Noi ci limitiamo ad una parte del codice genetico che permette l’identificazione univoca dell’individuo”. Dunque lo screening non è completo. “Non accediamo a tutti i segreti della vita. Per fare un esempio non accediamo a quella parte del codice che contiene le malattie ereditarie”.

Daniele Papacella

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR