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Battaglia di tre giorni al nazionale sull’11esima revisione dell’AVS

swissinfo.ch

Nel corso di una sessione speciale, la camera bassa affronta, da lunedì, il progetto dell'11esima revisione dell'AVS, una tematica che ha già suscitato una pioggia di critiche. All'orizzonte già si profila la minaccia di un rifiuto finale, qualora certe correzioni non fossero realizzate.

La maratona parlamentare vede impegnata la ministra Ruth Dreifuss in prima persona, nel tentativo di salvare il progetto. L’11esima revisione, che mira a garantire il finanziamento dell’AVS e a introdurre il pensionamento flessibile, ha infatti i piedi d’argilla. La commissione del Nazionale l’ha adottata soltanto con 9 voti contro 6 e 7 astenuti.

In un dibattito di una ventina d’ore, al plenum saranno sottoposte 41 proposte di minoranza, senza contare gli emendamenti individuali. Alla vigilia del dibattito, di fronte a tanta opposizione, il Consiglio federale ha ammorbidito la sua linea. L’aumento dell’età di pensionamento per le donne a 65 anni a partire dal 2009 è praticamente contestato soltanto dalla sinistra. Quest’ultima vorrebbe introdurre la possibilità di una rendita completa a partire dai 60 anni per le persone che hanno versato le quote all’AVS per 40 anni.

Il braccio di ferro si svolgerà soprattutto sulle possibilità d’introdurre il pensionamento flessibile a partire dai 62 anni per uomini e donne. A tale scopo, il Consiglio federale vorrebbe dedicare soltanto 348 milioni di franchi, ossia meno dei risparmi realizzati grazie al pensionamento a 65 anni delle donne.

Dal canto suo, la commissione propone di sborsare 718 milioni. Terminando di lavorare a 62 anni, la rendita del pensionato verrebbe ridotta per sempre di una percentuale tra l’8,4 percento e il 14,3 percento, a seconda del reddito. La proposta governativa comporta invece tagli fino al 16,8 percento. Il plenum dovrà scegliere tra un ventaglio di proposte, che spaziano dallo statu quo, sostenuto dalla destra e dal padronato, a una flessibilizzazione, che costerebbe 1,5 miliardi di franchi all’anno, auspicata dalla sinistra e dai sindacati.

Lo scoglio principale risiede comunque nella rendita per le vedove. In un primo tempo, il Consiglio federale voleva metterla sullo stesso piano di quella dei vedovi, in ossequio al principio dell’uguaglianza tra i sessi. In sostanza, solo le persone con figli in età inferiore ai 18 anni avrebbero avuto diritto alla rendita, ciò che avrebbe permesso di risparmiare 786 milioni.

Con la differenza di un voto, la commissione si è pronunciata per un modello più generoso, che ridurrebbe le economie a 510 milioni. La metà delle future vedove sarebbero così private della rendita, contro il 70 percento del modello governativo iniziale. La sinistra si batterà per lo statu quo e persino alcuni esponenti radicali vorrebbero trovare soluzioni più sociali. Nel frattempo, il governo si è detto disposto a una «certa apertura».

Altro punto contestato: l’adattamento delle rendite AVS/AI ogni tre anni, che dovrebbe fruttare risparmi per 150 milioni. La sinistra vorrebbe restare all’indicizzazione biennale, mentre una parte della destra vorrebbe addirittura passare a periodi quadriennali. In linea di principio, l’aumento delle prestazioni dovrebbe continuare ad essere calcolato sulla base di un indice misto, che tiene conto a parti uguali del rincaro e dell’aumento dei salari. La destra vuole però che il costo della vita incida nella misura dei due terzi, mentre la sinistra auspica la soluzione inversa.

L’idea di aumentare le quote per gli indipendenti dal 7,8 percento all’8,1 percento (introiti supplementari: 63 milioni annui) rischia pure di provocare un’alzata di scudi. La sinistra cercherà di spingersi oltre; la destra di mantenere il livello attuale. La soppressione della franchigia per i pensionati che lavorano, con risparmi per 202 milioni di franchi, non dovrebbe invece essere contestata.

La battaglia parlamentare si concentrerà piuttosto sul decreto separato, relativo al finanziamento dell’AVS, che prevede segnatamente un aumento dell’IVA di 1,5 punti. Globalmente, la commissione prevede di migliorare i conti dell’AVS di 4,985 miliardi nel 2003, mentre il consiglio federale prevede un miglioramento di 4,620 miliardi.

swissinfo e agenzie

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