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Costante anche lo scorso marzo il calo della disoccupazione

E' soprattutto nel settore della ristorazione che si è registrato il calo più pronunciato della disoccupazione durante lo scorso mese di marzo Keystone

Il calo della disoccupazione registrato in Svizzera a marzo (meno 0,1 punti all'1,8 percento) ha interessato tutti i rami economici, ma in particolare l'industria alberghiera (il numero dei disoccupati in questo settore è sceso del 10,1 percento) e soprattutto l'edilizia (meno 18,1 percento). Il fenomeno ha riguardato tutte le regioni linguistiche e tutte le fasce di età, ad eccezione degli ultrasessantenni (in aumento invece dello 0,2 percento).

Una statistica dettagliata pubblicata venerdì dal Segretariato di stato dell’economia (Seco) indica che a fine marzo erano iscritti presso gli uffici regionali di collocamento 65.625 disoccupati, 4.141 (5,9 percento) in meno rispetto al mese precedente. Depurata dai valori stagionali, la flessione è stata di 109 unità (0,2 percento). Le «entrate» in disoccupazione sono state 11.631 (1.563 in meno rispetto a febbraio) e le «uscite» 12.366 (3.351 in meno): nella misura di oltre i due terzi si tratta di lavoratori che avevano ritrovato un nuovo impiego.

Complessivamente, indica ancora il Seco, le persone in cerca di un lavoro erano a fine marzo 110.115, con una contrazione da un mese all’altro del 3,9 percento (4.460 unità). Dei 44.490 candidati a un impiego registrati come «non disoccupati», 7.275 partecipavano a programmi occupazionali temporanei (più 1,5 percento) e 1.970 (più 4,7 percento) frequentavano corsi di riconversione e di perfezionamento professionale.

Il Seco spiega che il calo della disoccupazione è stato di 0,1 punti sia per le donne, sia per gli uomini: per le prime il tasso si è così fissato al 2,2 percento e per i secondi all’1,6 percento. Dell’insieme dei disoccupati, il 53,4 percento (35.022) erano svizzeri, con una contrazione del 4,9 percento rispetto a febbraio. Tra gli stranieri (46,6 percento del totale) il calo è stato di 2.400 unità (meno 7,3 percento). Tra i lavoratori con passaporto rossocrociato il tasso di disoccupazione è cosi sceso all’1,2 percento (-0,1 punti), mentre per gli stranieri la flessione è stata di 0,3 punti al 3,8 percento.

La ripresa sul mercato del lavoro si è fatta sentire in tutte le regioni del paese. Nei cantoni tedescofoni il numero dei disoccupati è sceso a 37.607 (1.844 in meno) e in quelli «latini» a 28.018 (pari ad una diminuzione di 2.297 unità). Il calo è stato rispettivamente di 0,1 punti (all’1,4 percento) e di 0,2 punti (al 2,8 percento).

Tutti i cantoni hanno registrato dati positivi, ma il calo del numero dei disoccupati è stato particolarmente sensibile in Ticino (meno 1.016 unità, pari al 21,1 percento in meno), seguito da Vallese (692 unità in meno pari ad una diminuzione del 20,3 percento), Berna (meno 484 pari al 7,2 percento in meno), Zurigo (363 unità in meno pari ad una diminuzione del 3 percento), Vaud (255 in meno pari ad una diminuzione del 2,8 percento) e San Gallo (meno 202, che corrisponde ad un regresso del 6,1 percento).

Ad eccezione degli ultrasessantenni (cresciuti dello 0,2 percento), la flessione ha interessato tutte le fasce di età: meno 682 unità (pari ad una diminuzione del 6,6 percento) dai 30 ai 34 anni; meno 627 (diminuzione del 6,7 percento) dai 25 ai 29 anni; meno 515 (diminuzione del 5,1 percento) dai 35 ai 39 anni; meno 509 (diminuzione del 7 percento) dai 20 ai 24 anni; meno 499 (diminuzione del 6 percento) dai 40 ai 44 anni e meno 477 (diminuzione del 7 percento) dai 45 ai 49 anni.

In base all’ultima funzione esercitata hanno registrato le contrazioni più forti le categorie «specialisti» (meno 2.080 pari ad una diminuzione del 5,9 percento); gli «ausiliari» (meno 1.635 pari ad una diminuzione del 6,2 percento), i quadri (meno 197 pari ad una diminuzione del 4,8 percento) e gli apprendisti (meno 128 pari ad una diminuzione dell’11,4 percento). Solo le categorie degli «indipendenti» (più 0,7 percento) e dei «lavoratori a domicilio» (più 0,5 percento) hanno registrato un lieve aumento.

Cifre in calo anche per i disoccupati di lunga durata, scesi da un mese all’altro di 492 unità (pari ad una diminuzione del 4,4 percento) a complessivi 10.710, pari al 16,3 percento del totale.

Per i lavoratori che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione gli ultimi dati risalgono a fine gennaio: si trovavano in questa situazione 1.793 candidati a un impiego, di cui 723 erano ancora iscritti negli uffici di collocamento a fine marzo, mentre 389 avevano ritrovato un lavoro: gli altri 681 sono «scomparsi» dalle statistiche.

swissinfo e agenzie

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