Il CERN penetra nel cuore della materia
Scienziati svizzeri, dopo 10 anni di ricerche e d'esperienze, sono riusciti a svelare uno dei segreti meglio custoditi dell'universo: perché il cosmo contiene pianeti, galassie e...noi stessi? L'équipe del CERN, con la collaborazione di alcune università europee è riuscita a trovare una risposta.
I fisici mal si spiegavano la presenza di materia nel cosmo. Finora si supponeva che alla nascita dell’universo, circa 15 miliardi di anni fa, la grande esplosione del Big Bang avesse prodotto delle quantità uguali di materia e di antimateria. Elementi che, se messi in contatto, annichiliscono e si annientano generando dell’energia.
I ricercatori non riuscivano a capire quale fosse il motivo che permettesse alla materia di prendere il sopravvento sull’antimateria, formando quindi l’universo che ci circonda. I recenti studi hanno però permesso di constatare una piccolissima differenza tra i due tipi di materia. Ed è proprio questa variazione infinitesimale scovata dal CERN (il laboratorio di ricerca nei pressi di Ginevra) la chiave che permette finalmente di dare una risposta alla questione, indica l’istituto di ricerca in un comunicato.
Un lavoro da certosini
Per stabilire questa differenza, i ricercatori del CERN coadiuvati da diverse università europee hanno studiato la disintegrazione di particelle chiamate kaoni neutri, riuscendo ad osservare circa 20 milioni di disintegrazioni che violavano l’effetto denominato “Charge Parity” (CP): ciò significa che in caso di collisione tra materia ed antimateria, sussistono dei residui di materia. Questi residui sono alla base di ciò che noi oggi chiamiamo universo.
Il primo varco negli Stati Uniti
La violazione della CP è stata osservata per la prima volta nel 1964 da scienziati presso il laboratorio di Brookhaven, negli Stati Uniti, che, in seguito, furono insigniti del premio Nobel per le loro ricerche.
Studi su grande scala della violazione della CP sono stati condotti nell’ultimo decennio. I risultati pubblicati nel 1993 non erano comunque sufficientemente precisi per permettere d’affermare che la violazione diretta della CP fosse reale. Oggi, il CERN ha invece dimostrato tale fenomeno con una precisione estrema. Il risultato scientifico della scoperta è dunque fuori da ogni discussione.
I prossimi passi della ricerca in questo ambito dovranno permettere di capire il perché la materia si dimostra più forte dell’antimateria. In sostanza non si sa ancora qual è l’ingrediente della materia che genera la violazione della CP.
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