Il Consiglio degli Stati non vuole la moratoria sugli OGM
Il Consiglio degli Stati respinge la moratoria per gli organismi geneticamente modificati nell'agricoltura. I senatori dovranno ancora regolare alcuni aspetti della responsabilità civile.
La controversa questione della moratoria è stata al centro del dibattito sulla legge riguardante la tecnologia genetica in ambito non umano. Per 23 voti a 16, un verdetto sorprendentemente meno netto del previsto, il plenum ha bocciato una proposta in questo senso dello zugano Peter Bieri. La moratoria permetterebbe di considerare meglio i possibili rischi e le relative conseguenze degli organismi geneticamente modificati (OGM) nel settore dell’agricoltura, della selvicoltura e nell’orticoltura, ha spiegato il senatore democristiano.
La proposta di Bieri, sostenuta soprattutto dalla maggioranza dei suoi colleghi di partito e dalla sinistra, chiedeva un divieto per le coltivazioni su larga scala, la vendita e l’importazione di piante transgeniche fino al 2008. “La ricerca scientifica e l’industria farmaceutica non sono toccate da questa proibizione”, ha osservato Bieri nel tentativo di convincere i rappresentanti dell’economia. Lo scetticismo dei contadini e dei consumatori nei confronti degli OGM è ancora grande, ha ricordato la PLR neocastellana Michèle Berger, invitando i colleghi a non sottovalutare il rischio che un referendum faccia naufragare l’intera legge, una legge che altrimenti prevede già buone garanzie per un utilizzo ragionevole dalla tecnologia genetica.
L’appello non ha tuttavia molta comprensione, in particolare da parte della liberale-radicale Christine Beerli. “È come costruire un’autostrada con tutte le necessarie misure per la sicurezza e attendere 10 anni prima di aprirla alla circolazione”, ha detto la senatrice bernese. Neppure per l’UDC zurighese Hans Hoffman una moratoria rappresenta una ragionevole soluzione: l’insicurezza nella popolazione sarebbe ancora presente tra dieci anni. Rispetto alle severe restrizioni contenute nella legge una moratoria non porterebbe garanzie molto maggiori, ha poi sottolineato anche il socialista Gian-Reto Plattner, senatore di Basilea città e rappresentante dunque del cantone che ospita le multinazionali elvetiche del settore chimico.
Precedentemente la Camera alta ha affrontato anche la non meno importante questione della responsabilità civile per le conseguenze nocive provocate dagli organismi transgenici. I senatori hanno accolto il principio del semplice nesso tra causa ed effetto, principio valido a prescindere dalla colpevolezza. Gli Stati hanno tuttavia previsto un’eccezione per il settore agricolo e forestale, dove a dover rispondere per eventuali danni dovrebbe essere sempre il produttore degli OGM e non l’utilizzatore. A provocare un’accesa discussione è stata la proposta Christine Beerli di liberare dalla responsabilità i prodotti alimentari e i medicinali.
La normativa elvetica sarebbe altrimenti la più severa al mondo e incompatibile con il diritto dell’UE. Questa proposta, ha sottolineato preoccupato il presidente della commissione Pierre-Alain Gentil, mette in causa l’equilibrio tra libertà e restrizioni che caratterizza la legge. Incerti se seguire la versione lungamente preparata dalla commissione o la proposta Beerli, il plenum ha deciso per 24 voti a 16 di rinviare la legge di nuovo in commissione per esaminare la delicata questione.
Luca Hoderas
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