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Il Fondo nazionale sostiene la ricerca biogenetica su cellule umane

I ricercatori di Ginevra intendono aggirare le disposizioni legali attraverso l'importazione dagli Stati Uniti di cellule staminali Keystone

Il Fondo nazionale per la ricerca scientifica ha deciso venerdì di sostenere un progetto di scienziati ginevrini che intendono utilizzare cellule staminali umane. La decisione contrasta con l'appello fatto dalla Commissione nazionale di etica che auspicava un ampio dibattito sul tema.

La decisione del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) era attesa. Il sostegno da parte delle istituzioni per il progetto di biogenetica, promosso da un gruppo di ricercatori ginevrini, costituisce infatti un precedente importante.

La scelta del Consiglio di fondazione del FNS considera soprattutto l’enorme potenziale che rappresenta la ricerca con le cellule staminali per la terapia di malattie degenerative come l’Alzheimer, il Parkinson o gli infarti. Il FNS non ha quindi seguito le raccomandazioni del Dipartimento federale dell’Interno che chiedeva di lasciare tempo alla discussione politica e di ritardare la decisione di alcuni mesi. Secondo Heidi Diggelmann, presidente del Consiglio nazionale della ricerca, «si è trattato di una decisione necessaria per mantenere alto il livello della ricerca svizzera».

Malgrado il diritto svizzero protegga severamente gli embrioni, l’importazione di cellule staminali ricavate da essi, non è contemplata dalla legge. Questa falla legislativa è stata evidenziata da pochi mesi, adesso, con la domanda esplicita, promossa dal gruppo di ricercatori ginevrini, la questione è diventata un tema concreto.

In attesa delle basi legali

Il FNS aveva sospeso la decisione in materia lo scorso mese di giugno per non influenzare il dibattito sugli aspetti giuridici ed etici in corso sulle cellule staminali. Alla seconda lettura ha però risposto in maniera affermativa alla domanda.

Riguardo al finanziamento del progetto, una maggioranza della Commissione di etica nazionale in materia di medicina umana (CNE) si era espressa contro il finanziamento. La CNE è unanime nel ritenere necessario astenersi dall’importare cellule embrionali umane fino a quando la Svizzera non avrà chiarito le questioni etiche connesse al loro utilizzo.Il suo appello dunque non è stato ascoltato.

Gli embrioni devono infatti essere distrutti per produrre cellule staminali. Che ne è della protezione degli stessi? Si può giustificare un’eccezione riguardo agli embrioni in eccesso, comunque destinati ad essere distrutti? Creata in giugno dal Consiglio federale, la Commissione nazionale di etica ritiene che le risposte a queste domande non spettino unicamente al mondo della ricerca.

Un dibattito aperto

Il presidente della Commissione, Christoph Rehmann-Sutter si aspetta comunque un ampio dibattito che integri sia la politica che la società civile. Anche il consigliere federale Pascal Couchepin ha detto recentemente, in un’intervista al settimanale “Weltwoche”, che in Svizzera la ricerca in questa direzione sarà possibile solo dopo un intenso dibattito pubblico.

swissinfo e agenzie

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