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In netto calo l’importazione di foraggi transgenici

Una protesta di Greenpeace Svizzera nell'agosto dello scorso anno contro i foraggi transgenici per l'alimentazione animale Keystone

In Svizzera l'importazione di foraggi transgenici per pollame, suini e bovini è in netto calo. Per Greenpeace è una vittoria. Secondo l'organizzazione ambientalista tuttavia rimangono gravi lacune giuridiche da colmare.

Le statistiche doganali indicano che la Confederazione nel 2000 ha importato 41.500 tonnellate di foraggi a base di organismi geneticamente modificati (OGM), contro le 87.000 dell’anno precedente. La percentuale sul totale delle importazioni è passata dal 50 al 20 percento. Nel primo trimestre del 2001 vi è addirittura stato un tracollo al 2,5 percento, pari a 1.900 tonnellate, indica una nota pubblicata martedì da Greenpeace.

L’organizzazione ecologista ritiene però che l’attuale legislazione sia carente e si rammarica per il fatto che il progetto Gen-Lex, chiamato a rimediarvi, abbia accumulato ritardi dall’adozione del 1998. Ad esempio, il valore limite del 2 percento fissato per mangimi misti, in relazione al peso totale e non alle diverse componenti, concede troppe zone d’ombra, spiega Greenpeace.

Gli ambientalisti chiedono che la soglia limite sia equiparata a quella degli alimenti per l’uomo (1 percento) e che siano introdotti controlli di qualità obbligatori. Inoltre esige la dichiarazione d’origine per animali allevati con mangimi a base di OGM.

swissinfo e agenzie

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