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La nuova legge sul cinema tornerà in Senato

Lo scopo della legge è di promuovere un'offerta cinematografica diversificata e di qualità; nella foto, una proiezione in Piazza Grande a Locarno Keystone

La commissione della cultura del Consiglio degli Stati pensa d'aver trovato un compromesso per salvare la legge sul cinema. Il settore dovrebbe disporre di maggiore autonomia per garantire la varietà dell'offerta e la diversità linguistica.

La commissione è tornata sui suoi passi, dopo che nella sessione di giugno il Nazionale, contrariamente agli Stati, non ha rinviato il progetto al governo. Peter Bieri (PPD/ZG) ha spiegato lunedì alla stampa che la commissione degli Stati, con 8 voti senza opposizione, ha ripreso il compromesso raggiunto tra il settore del cinema, i politici e l’Ufficio federale della cultura.

Scopo della legge resta la promozione della diversità, della qualità e della creatività dell’offerta cinematografica. Per garantire questi obiettivi, le imprese di distribuzione e di proiezione potranno tuttavia organizzarsi a modo loro.

Il Dipartimento federale dell’interno (DFI) potrà soltanto prendere posizione sulle misure previste per garantire la diversità dell’offerta e linguistica. L’Ufficio federale della cultura controllerà poi periodicamente che le condizioni poste siano rispettate.

In caso di offerta non diversificata in una regione, inviterà i distributori e i proprietari di cinema a cambiare atteggiamento «entro un periodo ragionevole». Se ciò non bastasse, la Confederazione potrebbe decidere di percepire nella regione una tassa massima di 2 franchi per ogni entrata.

Secondo Bieri non si tratta di una vittoria totale del settore, che è sì riuscito a imporre la propria organizzazione, ma si è visto costretto, con la minaccia di questa tassa, a ingoiare un rospo. La commissione ha pure rinunciato a sottoporre l’apertura di cinema multiplex all’autorizzazione statale. È compito del mercato e della libera concorrenza regolare quest’aspetto, ha affermato Bieri.

Infine, tenuto conto delle critiche secondo cui il testo era troppo «poliziesco», la commissione ha soppresso le pene detentive previste nella prima versione del progetto per le persone che infrangono la legge. Queste ultime saranno unicamente passibili di pene fino a 20 000 franchi o a 100 000 per i casi recidivi gravi. La Camera dei cantoni si esprimerà in merito nella sessione d’autunno.

swissinfo e agenzie

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