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Nella rete senza paura

I bambini devono poter contare sull'aiuto degli adulti per difendersi dai pericoli nascosti in rete Keystone

Pedopornografia, molestie, adescamenti online. Internet è un rischio per i minori ma è meglio tutelare che proibire.

Dalla Svizzera italiana un aiuto per genitori e docenti alle prese con il mezzo “incontrollabile” per definizione.

Internet sta diventando uno strumento sempre più importante nella vita di tutti i giorni, in particolare tra i giovani che imparano facilmente ad accedere a un mondo nuovo dove apprendimento, gioco e comunicazione si trasformano profondamente.

Da questo universo senza confini rischiano di restare esclusi gli adulti che, per mancata conoscenza, non vedono i tranelli della rete: contenuti scioccanti, violenza, pornografia e pedopornografia.

La problematica è stata analizzata mercoledì al “Lugano Communication Forum”, tre giorni in cui sono stati discussi temi importanti per il Canton Ticino, inserito in un contesto europeo.

Alla discussione “Internet & bambini” hanno partecipato Alex Pedrazzini, Presidente di Demetra, l’associazione che si batte contro i maltrattamenti e gli abusi sessuali sui minori; Roberto Sandrinelli, Delegato per i problemi delle vittime e per la prevenzione dei maltrattamenti; Walter Gianotti, Capo servizio informatica della Polizia cantonale; Cristina Allegri, Responsabile web della Cancelleria dello Stato.

TV bis?

In principio fu la televisione. Nel senso che i genitori trovarono nella scatola magica un “comodo” alleato per tenere tranquilli i bambini.

“Ora è il turno del computer” secondo Alex Pedrazzini, con la differenza che bambini e adolescenti con internet interagiscono e in internet possono turbarsi, soffrire, essere molestati e adescati. Genitori e docenti spesso non se ne accorgono.

“Per questo”, ha affermato dal canto suo Sandrinelli, “bisogna affrontare la tematica, capirla e parlarne con bambini e adolescenti, senza reprimere.” Un recente studio italiano nell’ambito della Cybercriminologia dal titolo “Media digitali e psicotecnologie” ha evidenziato carenze informative e talvolta una vigilanza superficiale da parte di molti genitori di minori utenti di internet.

Dall’analisi dei dati – citiamo – “è emerso che le conoscenze riguardo al problema pedofilia online sono molto spesso frammentarie ed inesatte, come del resto il mondo di Internet e l’informatica in generale.”

Il linguaggio è l’esempio dell’incomprensione generazionale: un adulto “scarica” la spesa dalla macchina, un ragazzo scarica files da internet. L’adulto, nella maggior parte dei casi, non capisce verbi quali surfare, navigare, chattare…

I pericoli della navigazione in internet

“Per i bambini” spiega a swissinfo Fulvio Lepore, psicologo e docente di sostegno, “i pericoli maggiori sono principalmente due: il rischio di poter essere catturati dai circuiti legati al mondo della pedofilia e quello di essere sottoposti a contenuti troppo forti e non sufficientemente mediati da coloro che si occupano della loro educazione (genitori e insegnanti).” Il riferimento in questo caso è soprattutto a contenuti violenti o pornografici.

Il discorso cambia leggermente pensando agli adolescenti, dal momento che la loro presenza in rete è massiccia e autonoma, e motivata in gran parte da attività legate al divertimento.

“Per loro i rischi maggiori si corrono se il contatto virtuale si traduce in fatti legati al mondo reale.” Appuntamenti al buio con navigatori conosciuti in rete sono un potenziale ed evidente pericolo. Nella Svizzera italiana non è ancora successo, spiega la Polizia, ma casi di abusi sessuali su minori dopo un incontro combinato sul net sono accaduti in Gran Bretagna, Italia, Germania.

La rete poi diventa anche facilmente luogo d’incontro per gruppi con le più svariate finalità. Tra questi si inseriscono e organizzano anche gruppi violenti (alcuni gruppi estremisti ad esempio), oppure quegli ambienti di tipo settarile, che spesso funzionano secondo un principio di forte sottomissione degli adepti.

La tigre bianca

“I genitori”, spiega Lepore, “devono evitare di lasciare ai più piccoli il timone del browser senza il loro controllo.” Molti siti vietati ai minori sono provvisti di filtri per evitare l’accesso.

Ma ciò non sempre sembra essere sufficiente e troppi sono i rischi di incontrare, anche quando non lo si vuole, del materiale non adatto ai ragazzi. Entrando nei motori di ricerca anche la parola più innocua può portare a risultati sorprendenti, per lo meno impensati, scabrosi, offensivi.

L’esempio è quello di un docente ticinese che, chiedendo ai bambini di eseguire una ricerca con internet sulla tigre bianca, si è visto confrontato all’imbarazzo di strani esiti forniti ai suoi allievi dai motori di ricerca. Stessi bizzarri risultati con le parole “uccello” e “cioccolata”.

Quindi, prosegue Fulvio Lepore, “la cosa più importante rimane il tipo di comunicazione che genitori ed educatori instaurano con i loro piccoli. Quel filtro che permetta una lettura della realtà adeguata alle loro rappresentazioni ed al loro livello di comunicazione. Bisogna fornire ed argomentare tutte quelle regole che permettono poi di mettersi in guardia contro i pericoli rappresentati dalla rete.”

Si tratta in definitiva della comunicazione di base – da parte di genitori, docenti, parenti, istituzioni – che farà da ago della bilancia nel momento in cui l’adolescente dovrà decidere tra una scelta giusta o una scelta sbagliata. Ci vuole controllo partecipe e non necessariamente repressivo, che presupponga una buona conoscenza dei contenuti della rete da parte dei genitori.

Aiuto!

Per questo, ha ricordato Cristina Allegri, la Cancelleria ticinese ha voluto creare un sito dedicato a genitori e docenti. È una piattaforma che elenca i principali pericoli della navigazione in internet, offrendo nel contempo spunti di approfondimento, ricerche, siti internazionali in italiano e consigli per navigare senza problemi in rete. “Perché, è bene ricordarlo, nel net ci sono tante cose belle.”

Una medaglia a più facce

Lo sviluppo di Internet ha contribuito allo sviluppo e all’immediatezza dell’informazione. Ciò vuol anche dire maggior accesso ad ogni tipo di contenuto, compresi quelli che per volontà politica o semplicemente per censura sono stati in passato più facilmente oscurabili.

Internet, oltre a questo, grazie al suo carattere discreto e anarchico, raccoglie e organizza tutti quei contenuti fantasmatici che avrebbero poche possibilità di diffusione altrove.

“Il problema che si pone quanto ai contenuti”, conclude Fulvio Lepore, “è un problema che tocca più ai grandi che non ai piccoli, confrontati ad un mondo che, per quanto lo si voglia dipingere, non appare sempre innocente quanto lo dovrebbe essere l’infanzia.”

swissinfo, Maddalena Guareschi, Lugano

Internet è un prezioso canale informativo che non deve essere messo al bando per ignoranza. Ma come difendere i giovani da pedopornografia, molestie e adescamenti?

Il pericolo è reale: nel 1998 la famosa operazione Cathedral ha mosso le polizie di mezzo mondo in 21 nazioni portando alla scoperta di una rete di centinaia di pedofili che si scambiavano fotografie online.

Genitori e docenti devono avere un dialogo franco e costante coi piccoli, aiutandoli a sviluppare comportamenti adeguati per non cascare nei molti tranelli della rete.

Pedofilia: in rete ci sono 12 milioni di immagini porno
70mila i siti dai contenuti offensivi per i minori
Altri pericoli: violenza e crudeltà, violazione della privacy

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