Ozono, l’altra faccia del bel tempo estivo
Il tasso di ozono nell'aria aumenta con la bella stagione, per colpa dell'irradiamento solare, che favorisce la formazione di questo gas irritante. E con le elevate temperature di questi ultimi giorni, ben 13 delle 16 stazioni svizzere di rilevamento hanno fatto registrare, domenica, tassi di ozono superiori al limite fissato dalle autorità.
I trenta e passa gradi, che questa fine di luglio ci ha regalato, hanno portato anche qualche conseguenza negativa: il tasso di ozono nell’aria è aumentato notevolmente, sorpassando di gran lunga il valore limite di 120 microgrammi al metro cubo. Il record negativo è stato misurato a Lugano, dove il valore limite è stato superato durante 21 giorni nell’ultimo mese, con un picco massimo di 241 microgrammi lo scorso 3 luglio.
Ma nonostante questi tassi superiori al limite tollerato, in Svizzera le emissioni di ossido d’azoto sono diminuite del 40-50 percento rispetto agli anni 90, mentre il tasso medio di ozono è sceso del 20 percento. E questo grazie alle misure di protezione dell’aria, come il catalizzatore per le automobili e i filtri per le ciminiere degli stabilimenti industriali, che hanno notevolmente ridotto l’emissione nell’atmosfera di sostanze inquinanti.
Per scendere sotto il limite anche nei momenti di punta, bisognerebbe però ridurre ulteriormente le emissioni di ossido di azoto della metà, dice Peter Strahel, dell’ufficio federale dell’ambiente. Un traguardo difficilmente realizzabile, se si pensa all’intensità del traffico durante la partenza e il rientro dalle vacanze estive, con le interminabili colonne di autovetture che intasano le strade.
E il traffico, ha confermato a swissinfo Paolo Ambrosetti, di Meteo Svizzera, è proprio una delle cause principali della formazione di ozono. Il gas si forma infatti a partire da cosiddetti precursori, vale a dire sostanze quali l’ossido di azoto – proveniente soprattutto dai motori a scoppio, oltre che dagli impianti di riscaldamento e dagli stabilimenti industriali – e composti organici volatili. Questi sono in parte presenti naturalmente nell’atmosfera – come i terpenteni prodotti dalle conifere – e in parte immessi dalle attività umane – come resti di carburanti non bruciati, solventi e via dicendo.
In seguito all’irradiamento solare e con temperature superiori ai 25 gradi, tra questi gas si crea una reazione fotochimica che dà origine all’ozono. Un gas molto irritante per gli occhi e le vie respiratorie, che viene eliminato soltanto dalla pioggia o assorbito dalle piante. Per questo, spiega Paolo Ambrosetti, durante la notte l’ozono scompare in prossimità del suolo.
Le emissioni del traffico locale non sono però sempre le sole causa della presenza di ozono. Nel Ticino, per esempio, il gas proviene in buona parte anche dalle vicine regioni altamente industrializzate della Lombardia e del Piemonte. Per questo, secondo il meteorologo, soltanto misure concertate a livello internazionale per la riduzione delle emissioni di precursori potrebbero incidere positivamente sulla riduzione di ozono nell’aria. Come dire che, visti i successi delle recenti conferenze sulla protezione del clima, i valori massimi saranno superati per molte estati ancora.
swissinfo
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