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Primi passi verso una legge sugli organismi geneticamente modificati

Il Consiglio degli Stati si occupa delle basi legali per la ricerca biogenetica Keystone

Gli organismi geneticamente modificati saranno regolamentati da una legge. Il Consiglio degli Stati ha iniziato il dibattito su Gen-Lex, ma solo domani si pronuncerà sulla controversa questione della moratoria.

Senza opposizioni i senatori sono entrati in materia su uno dei più complessi e scottanti dossier degli ultimi anni. Quale prima camera, gli Stati hanno affrontato la questione riguardante l’emissione e la vendita di organismi geneticamente modificati (OGM) in ambito non umano sottolineando la volontà di emanare una regolamentazione “precisa e severa”.

I progressi e l’importanza che gli OGM stanno via via assumendo richiedono una legislazione al passo coi tempi, che disciplini chiaramente il settore senza tuttavia ostacolare la ricerca e le sue applicazioni. Una responsabilità e un compito particolarmente impegnativi per il parlamento elvetico in quanto la Svizzera è il primo paese a dotarsi di tali norme a livello mondiale.

Il pacchetto “Gen-Lex” si ricollega ad una mozione che fungeva da controprogetto indiretto ad un’iniziativa popolare volta ad introdurre severi divieti nell’ingegneria genetica, iniziativa poi bocciata a chiara maggioranza dai cittadini nel 1998.

“L’ingegneria genetica costituisce un’opportunità che deve essere ragionevolmente sfruttata”, ha osservato la portavoce della commissione Helen Leumann (PLR/LU). Il chiaro verdetto popolare dimostrerebbe che la maggioranza è favorevole ad un’adeguata regolamentazione.

Il ricorso agli OGM non solo non deve mettere in pericolo l’uomo e l’ambiente, ma non deve pregiudicare neppure la diversità biologica. Gli Stati hanno quindi deciso che gli OGM non dovranno contenere geni resistenti agli antibiotici.

Con 27 voti contro 4 la maggioranza ha inoltre votato il principio secondo cui, per poter mettere in circolazione un’OGM, il suo carattere non nocivo deve essere dimostrato. Una minoranza ha proposto una versione più liberale, in base alla quale il nulla osta sarebbe stato negato unicamente se la nocività del prodotto fosse stata comprovata.

In ogni caso la manipolazione genetica dell’organismo dovrà obbligatoriamente essere dichiarata. Toccherà al governo definire il livello di modifica oltre il quale questo obbligo diventerà effettivo.

La proposta di fissarlo all’1% è stata bocciata di misura per 19 voti a 17. Le questioni più controverse verranno probabilmente dibattute domani. I senatori saranno infatti chiamati a decidere sulla responsabilità civile in caso di danni e su un eventuale moratoria fino al 2008 per l’introduzione degli OGM.

Luca Hoderas

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