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Radiografia delle politiche giovanili in Svizzera

La partecipazione si esprime anche attraverso la sessione del parlamento dei giovani Keystone

Una ricerca sociologica che fa il punto sullo sviluppo del concetto di politica giovanile in Svizzera negli ultimi tre decenni.

L’ha realizzata il vice-presidente della Commissione federale per la gioventù (CFG) con il sostegno dell’Ufficio federale della cultura (UFC).

Qual è la politica, o meglio quali sono le politiche giovanili che si sono sviluppate in Svizzera negli ultimi trent’anni?

È la domanda di fondo alla quale risponde, in modo esaustivo, lo studio di Stanislas Frossard dal titolo “Nascita e sviluppo delle politiche giovanili cantonali”.

Pubblicata nella versione trilingue dalla collana dei Cahier de l’IDHEAP, l’Institut de hautes études en administration publique associato all’Università ed al Politecnico federale di Losanna, la ricerca è stata presentata venerdì 16 maggio a Berna.

Tema in evoluzione

Lo studio fornisce una panoramica delle diverse politiche dell’infanzia e della gioventù in Svizzera, e ne analizza sviluppo e prerogativê.

In Svizzera il concetto di politica giovanile si è imposto all’attenzione della discussione politica nel 1966, quando Dipartimento federale dell’interno, e la Sezione gioventù della Commissione nazionale svizzera per l’UNESCO, mandatarono la prima indagine sociologica sul fenomeno giovanile.

L’attenzione al mondo giovanile si manifestò nella Confederazione in anticipo sull’Europa, dove se ne iniziò a discutere sull’onda degli avvenimenti del maggio 68, anche se per la pubblicazione della prima indagine sociologica sui giovani in Svizzera, intitolato Gioventù e società, si dovette attendere il 1971.

Tanti attori poca coordinazione

Lo studio sulle politiche giovanili dei cantoni svizzeri si conclude con raccomandazioni per i principali soggetti coinvolti (Confederazione, cantoni, comuni e associazioni).

Dalla radiografia di Stanislas Frossard emerge una mancanza di coordinazione della politica giovanile sia a livello della Confederazione, sia a livello di cantoni e comuni.

La necessità di un coordinamento della politica dell’infanzia e della gioventù viene ribadita nella prefazione del saggio, firmata dal ministro dell’interno e presidente della Confederazione Pascal Couchepin.

“La Svizzera – scrive il presidente – ha bisogno di giovani responsabili, attivi e critici. È questo l’obiettivo della promozione delle attività giovanili extrascolastiche, attraverso la quale la Confederazione vuole garantire ai bambini ed ai giovani la possibilità di migliorare le competenze personali, sociali e partecipative”.

Le competenze

Anche in Svizzera diverse norme di legge hanno favorito l’adozione di politiche giovanili e diversi cantoni hanno sviluppato una propria politica riguardante i giovani.

Oggi la Confederazione è in procinto di riorganizzare la propria politica giovanile e dell’infanzia. Nel sistema federalista elvetico l’ambito di competenza spetta alle collettività locali, in base all’assioma che la prossimità rende l’azione più efficace.

La richiesta di migliorare l’informazione ed il coordinamento degli interventi non viene però solo dalla Confederazione: anche i Cantoni manifestano quest’esigenza.

Gli strumenti della riforma

Per ottimizzare la coerenza e gli orientamenti delle politiche cantonali della gioventù in Parlamento giace un postulato, che è il seguito istituzionale di una mozione depositata il 27 settembre 2000 dal consigliere nazionale socialista di Basilea-Campagna Claude Janiak.

Il postulato prevede l’elaborazione di una legge quadro sulla politica svizzera dell’infanzia e della gioventù.

In attesa della legge ad hoc per i giovani, le riforme istituzionali delle politiche cantonali – come ad esempio la riorganizzazione dei servizi dei minori o la revisione della legge sulla protezione della gioventù – costituiscono occasioni per promuovere il dibattito sulla politica giovanile e fare pressioni per inserire le questioni che riguardano i giovani all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale.

swissinfo, Sergio Regazzoni

Tre decenni di politiche giovanili cantonali nella Confederazione vengono presentati un uno studio sociologico sostenuto dall’Ufficio federale della cultura.

Il problema dell’accavallarsi delle competenze e l’esigenza di un miglior coordinamento rivendicati in una legge quadro.

Nel sistema federalista elvetico la Confederazione ha un ruolo di promozione e sostegno, mentre l’ambito di competenza spetta alle collettività locali.

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