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Robot per il riciclaggio in gara a Losanna

Il problema maggiore degli odierni robot è il funzionamento rudimentale dei loro organi sensoriali Keystone Archive

La settimana della scienza a Losanna è stata nel segno dei robot. O meglio di una gara di macchine artificiali che devono essere in grado di orientarsi nello spazio e di raccogliere degli oggetti.

Quattordici robot netturbini si sono misurati nel Politecnico federale di Losanna per conquistare la coppa per il riciclaggio. Il loro compito era quello di raccogliere dieci bottiglie di plastica e dieci lattine di alluminio, sparpagliate in un’enorme sala, e di depositarle nei contenitori adeguati.

Per l’organizzatore della competizione, Roland Siegwart, dell’istituto losannese di robotica, il maggior problema con cui si devono misurare i robot è la percezione. «Devono poter vedere il loro ambiente, devono essere in grado di mettere in relazione la loro posizione con lo spazio circostante ed è molto difficile interpretare i segnali dei sensori in maniera corretta».

Alcuni robot sono stati in grado di raccogliere le bottiglie e le lattine, trovandosi però in difficoltà al momento di depositare gli oggetti nei contenitori per il riciclaggio. Altri hanno avuto difficoltà già nel trovare la strada verso l’area ben illuminata dei contenitori.

Soddisfatto il pubblico, che ha seguito la competizione applaudendo, tifando e ridendo per le evoluzioni delle macchine intelligenti alle prese con i lavori di pulizia. «È stato affascinante vedere come ogni robot abbia scelto una via diversa per raccogliere bottiglie e lattine,» dice Robert McLaren di Ginevra.

Durante la gara, i robot hanno dimostrato la loro capacità di risolvere problemi semplici. Ancora siamo ben lontani però, come hanno sottolineato gli organizzatori, dal giorno in cui gli uomini saranno sostituiti dalle macchine.

«Per un robot è molto difficile affrontare compiti complessi, come ad esempio la distribuzione di lettere», rileva Roland Siegwart. «Se il compito è chiaramente definito, può andare. Ma un ambiente aperto è troppo complicato».

Vincent Landon

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