The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Sans-papier: il governo vuole un esame caso per caso

Ancora incertezza per gli "illegali" rifugiati di Friburgo Keystone

Il Consiglio federale non vuole né una soluzione globale, né un'amnistia, ma un esame puntuale caso per caso, di cui devono occuparsi gli uffici competenti. Questa è la risposta di Berna alla richiesta del governo friburghese di regolarizzare la posizione di 21 degli 84 "sans-papiers", che occupano dall'inizio di giugno la chiesa di St-Paul a Friburgo.

Lo scottante problema delle persone prive di documenti personali che continuano ad occupare le chiese di St-Paul a Friburgo e di Bellevaux a Losanna, come pure la Casa del popolo di La Chaux-de-Fonds, è stato oggetto anche di diversi incontri ad alto livello tra le autorità federali. In particolare, tra i consiglieri federali Ruth Metzler e Pascal Couchepin con una delegazione di parlamentari e con i direttori degli Uffici federali dei rifugiati e degli stranieri, nonché di quest’ultimi con i rappresentanti dei governi cantonali di Friburgo e di Vaud.

Temi di questi colloqui sono stati il comportamento della Confederazione e la possibilità che le autorità di Berna prendano in esame i singoli casi. “Fino ad oggi” – ha detto la consigliera federale Ruth Metzler – “non ho ricevuto dal canton Vaud alcun dossier, mentre il canton Friburgo ha presentato una prima lista con 11 dossier concernenti 36 persone”.

Ma chi sono questi “sans-papiers”? Secondo la ministra di giustizia e polizia,si tratta di persone differenti che si trovano in questa situazione per motivi differenti. Ci sono alcuni a cui è stato rifiutato l’asilo e si oppongono al provvedimento di rimpatrio; c’è chi è venuto ed ha lavorato legalmente in Svizzera,ma alla scadenza del permesso non se n’è andato; e poi c’è chi non ha mai avuto un permesso di lavoro e di dimora ed ha sempre soggiornato illegalmente in Svizzera.

Proprio per questa diversità di condizioni, una soluzione globale non è proponibile- ha detto ancora la signora Metzler – perché altrimenti verrebbero violati i principî di parità di trattamento e di legalità nei confronti di chi ha adempiuto alle norme sull’immigrazione e rispetta le leggi del nostro paese. Inoltre,molte persone nella categoria dei “sans-papiers”, lavorano in nero, senza alcun permesso, forse da anni. “Una situazione che almeno in parte è stata tollerata dai cantoni”, ha detto la signora Metzler.

Infine, la ministra ha escluso che si possa pensare ad un’amnistia o ad una soluzione globale per ragioni umanitarie. “Sarebbe un segnale sbagliato”, ha detto. Per chi ha veramente bisogno di attenzione umanitaria c’è la politica d’asilo. “Abbiamo comprensione per le persone in situazioni difficili, ma questo non può giustificare la concessione di un’amnistia generale per i comportamenti illegali”. PeRciò, ha ribadito la ministra, se umanità ci dev’essere, ci sarà caso per caso: “Dai cantoni ci aspettiamo una conseguente applicazione della legge”.

Silvano De Pietro

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR