Una ricchezza da ridistribuire
La povertà può essere sconfitta? E ci sono i mezzi finanziari per farlo? Sono alcune delle domande poste al Forum sociale di Mumbai dalla ONG svizzera Sacrificio quaresimale.
In discussione gli obiettivi dell’ONU per lo sviluppo nel terzo millennio.
Un giocatore di basket statunitense guadagna quanto 12’000 operaie filippine che cuciono i palloni con cui gioca. È solo un esempio, ma che bene illustra l’enorme disparità nella distribuzione della ricchezza nel mondo.
A proporlo è Duncan MacLaren, segretario centrale di Caritas Internationalis, in apertura ad una tavola rotonda dedicata al tema “Come ridistribuire il potere e la ricchezza a livello globale?”, organizzata dal Sacrificio quaresimale nell’ambito del Forum sociale mondiale di Mumbai.
Millennium Developments Goals
Al centro della discussione ci sono i cosiddetti Millennium Developments Goals (MDG), una dichiarazione d’intenti sottoscritta da tutti i 189 stati membri delle Nazioni Unite in occasione del “vertice del millennio” tenutosi nel settembre del 2000 a New York.
La dichiarazione elenca otto obiettivi da raggiungere entro il 2015, per combattere fame, povertà e malattie epidemiche, per migliorare la condizione delle donne, per favorire l’istruzione e per salvaguardare l’ambiente.
Gli interventi nel corso della tavola rotonda hanno cercato di mettere in risalto alcuni dei nodi cruciali che andrebbero sciolti per realizzare gli obiettivi degli MDG.
Indebitamento, privatizzazioni, brevetti
Jack Jones Zulu, dell’organizzazione Jubilee Zambia, ha ricordato il problema dell’indebitamento, che pone i paesi del sud in una posizione di dipendenza verso i creditori e impedisce gli investimenti per combattere la fame e la povertà.
Il filippino Jude Esguerra ha dal canto suo messo in risalto la questione della privatizzazione dell’acqua, citando l’esempio di Manila, dove la gestione della rete idrica è affidata a due compagnie private.
Qui il taglio dei costi di manutenzione della rete di distribuzione sarebbe stata causa indiretta di un’epidemia di colera negli slums della capitale filippina. In questo caso la privatizzazione si dimostrerebbe contraria agli obiettivi degli MDG.
Anche la nota attivista indiana Vandana Shiva è intervenuta nel dibattito, per stigmatizzare la possibilità di brevettare organismi viventi (in particolare le sementi) iscritta negli accordi sulla proprietà intellettuale dell’Organizzazione mondiale per il commercio. “Si tratta sì di una ridistribuzione della ricchezza”, ha affermato, “ma dal basso verso l’alto”.
Giustizia fiscale
Bruno Gurtner, del Gruppo di lavoro delle organizzazioni svizzere per la cooperazione e cofondatore di Global Tax Justice Network (un coordinamento internazionale per la lotta all’evasione fiscale nato lo scorso anno a Porto Alegre), si è invece chinato sulla questione dei paradisi fiscali.
“Un terzo delle transazioni finanziarie mondiali passa attraverso le regioni offshore”, ha ricordato. “Le grandi compagnie riescono a sfuggire all’imposizione fiscale, mentre gli stati sono costretti ad aumentare le imposte indirette e a ridurre i servizi”.
“Per realizzare gli obiettivi degli MDG, una maggiore giustizia fiscale è indispensabile”, ha concluso Gurtner.
Sconfiggere la povertà è possibile
Gli strumenti e i mezzi finanziari per sconfiggere la povertà dunque non mancherebbero. La galassia altermondialista che si è riunita a Mumbai trabocca del resto di idee in proposito.
La realizzazione degli obiettivi degli MDG richiede però decisioni politiche concrete. Il problema è che manca la volontà di farlo, ha osservato Eveline Herfkens.
La coordinatrice della campagna dell’ONU per gli MDG ha perciò invitato i movimenti riuniti a Mumbai a fare pressione sui governi perché si impegnino per realizzare gli obiettivi delle Nazioni Unite: “Vi prego di non mancare questa opportunità per sconfiggere la povertà”.
swissinfo, Andrea Tognina, Mumbai
Gli otto obiettivi dell’ONU per il nuovo millennio:
1. Sradicare la povertà estrema e la fame
2. Realizzare un’istruzione primaria universale
3. Promuovere l’uguaglianza fra i sessi e sostenere le donne
4. Ridurre la mortalità infantile
5. Promuovere la salute delle madri
6. Combattere l’Aids/HIV, la malaria e altre epidemie
7. Garantire la sostenibilità ambientale
8. Creare una cooperazione globale per lo sviluppo
Con l’adesione alle Nazioni Unite, anche la Svizzera è chiamata a realizzare questi obiettivi.
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