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Seco rassicura: “risolti problemi tecnici pagamenti disoccupazione”

Keystone-SDA

Il caos generato a inizio anno dal cambio del sistema di erogazione delle indennità di disoccupazione, con l'introduzione del nuovo programma di pagamento ASAL, è ufficialmente rientrato.

(Keystone-ATS) La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) ha annunciato oggi che i gravi problemi informatici che avevano paralizzato i versamenti sono stati in gran parte risolti. Ma saranno necessari altri miglioramenti.

In gennaio il collasso del sistema aveva provocato un’enorme mole di arretrati, costringendo i dipendenti delle casse a fare straordinari serali e nei fine settimana. Migliaia di disoccupati, spesso persone in condizioni precarie e quindi senza riserve finanziarie, si erano inoltre visti costretti ad aspettare settimane per ricevere il dovuto.

Secondo Jérôme Cosandey, capo della direzione del lavoro presso la Seco, la situazione è ora tornata alla normalità. Se all’inizio dell’anno i ritardi erano quasi sempre imputabili a problemi tecnici, oggi la maggior parte dei casi rallentati ha cause diverse: documentazione mancante, pratiche particolarmente complesse o tempi di attesa previsti per legge, ad esempio in caso di dimissioni volontarie.

“Non escludo che occasionalmente possano esserci ancora ragioni tecniche, ma è molto raro”, ha chiosato l’alto funzionario in una conferenza stampa. Per contro, gli effetti indiretti del terremoto informatico si fanno ancora sentire: molte casse hanno ridotto gli orari di apertura al pubblico e le fasce orarie per le telefonate, proprio per guadagnare tempo nella lavorazione delle pratiche arretrate. Questo potrebbe rendere più difficile per i disoccupati contattare il proprio consulente.

Per far fronte all’impennata del carico di lavoro, le casse hanno dovuto assumere personale aggiuntivo. Rispetto al budget iniziale, si parla di un incremento di circa il 15%, pari a 280 persone. Cosandey ha però spiegato che è difficile distinguere quanto di questo aumento sia dovuto ai problemi del sistema e quanto all’effettiva crescita della disoccupazione. In luglio, infatti, si sono contati in Svizzera 139’300 disoccupati, ben 10’100 in più rispetto allo stesso mese del 2025, con un tasso di disoccupazione salito al 3,0%.

La situazione delle casse di disoccupazione si sta ora normalizzando, ma non sono ancora disponibili riserve sufficienti, ha commentato da parte sua Urban Camenzind, presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica (CDEP). Rispondendo a chi chiedeva se, vista la situazione, qualcuno sarà chiamato a rispondere personalmente di quanto successo, il consigliere di stato urano del Centro ha tagliato corto: “Non aiuterebbe a risolvere la situazione”. Ha invece sottolineato come il cambio del sistema fosse assolutamente necessario: il vecchio programma aveva trent’anni e, in alcuni casi, le pratiche dovevano essere gestite con fogli di calcolo Excel, causando disparità di trattamento tra i vari cantoni e critiche da parte del Controllo federale delle finanze.

Il nuovo sistema ASAL, pur con la sua difficile partenza, garantisce maggiore trasparenza, supporta calcoli complessi e assicura un’applicazione uniforme del diritto su tutto il territorio nazionale, ha sottolineato il 69enne. Sia Camenzind che Cosandey hanno comunque ammesso che il portale deve ancora migliorare sul fronte della facilità d’uso e che occorre semplificare alcuni processi.

“Ci rammarichiamo enormemente di quanto accaduto”, ha dichiarato Cosandey, riferendosi alle ansie causate ai disoccupati in un momento già difficile della loro vita. La Seco ha promesso che al termine del progetto, previsto per fine anno, verrà redatto un rapporto finale per analizzare gli errori commessi. Inoltre se alla conclusione dei lavori dovessero persistere troppi difetti, il fornitore informatico incaricato potrebbe incorrere in penali contrattuali.

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